Cuneo in 3 giorni: itinerario borghi e castelli da Saluzzo alle Langhe


Se pensi che il Piemonte sia solo Torino e nebbia, ti sbagli. La provincia di Cuneo ti regala un mix perfetto di borghi medievali, castelli fiabeschi e colline da cartolina. Questo itinerario di 3 giorni ti porta da Saluzzo alle Langhe, toccando Lagnasco, Verzuolo, Busca, Bra, Barolo, Roddi e Barbaresco. Un percorso studiato per chi ama l'arte, la storia e la buona tavola. Ogni tappa ha il suo perché: il castello di Lagnasco, le torri di Verzuolo, l'atmosfera vivace di Bra. Ma il vero clou sono le Langhe: i vigneti di Barolo e Barbaresco, il castello di Roddi. In soli tre giorni assapori l'essenza del Piemonte più autentico, tra degustazioni e passeggiate nei borghi. Pronto a partire?

🗺️ Itinerario in pillole

Un itinerario che unisce storia, enogastronomia e paesaggi unici in soli tre giorni. Perfetto per chi vuole scoprire il meglio delle Langhe e dei borghi della provincia di Cuneo senza fretta.

  • Ideale per: appassionati di enogastronomia e borghi medievali che vogliono unire cultura e piacere della tavola.
  • Punti forti: visita a castelli come Saluzzo e Roddi, degustazione di Barolo e Barbaresco, scenari unici delle Langhe.
  • Per chi è: coppie e viaggiatori slow in cerca di un'esperienza autentica fuori dai circuiti di massa.

Tappe dell'itinerario




Giorno 1 - Tappa n. 1

Castelli Tapparelli D'Azeglio: un tuffo nel Rinascimento piemontese

Castelli Tapparelli D'AzeglioComincio la mia esplorazione del cuneese da un posto che mi ha lasciato davvero a bocca aperta: i Castelli Tapparelli D'Azeglio a Lagnasco. Non sono uno, ma tre edifici costruiti in epoche diverse – dal 1100 al 1700 – che formano un complesso unico. Il nucleo originale risale ai Marchesi di Busca, poi ampliato da Manfredo IV di Saluzzo nel Trecento. Il salto di qualità lo fece però Benedetto I Tapparelli nel Cinquecento, trasformando il fortilizio in una dimora rinascimentale piena di affreschi. La loggetta delle grottesche, opera di Pietro Dolce, è pazzesca: creature strane, quasi boschiane. E il Salone degli Scudi, con stemmi di ogni tipo, racconta secoli di potere. Dopo la morte dell'ultimo discendente, Emanuele d'Azeglio, nel 1890, i castelli sono diventati proprietà comunale e aperti al pubblico. La visita guidata dura circa 45 minuti e include anche la pinacoteca con opere moderne di Carra, De Pisis e De Chirico (sì, contrasto forte con gli affreschi antichi). Il complesso è in fase di restauro, ma già si respira l'atmosfera. Consiglio di prenotare perché gli orari sono ridotti: venerdì e sabato pomeriggio, domenica tutto il giorno. Verificate sul sito prima di andare, che spesso ci sono eventi.

Devi andarci se...

Chi ama i castelli non convenzionali, fatti di tante epoche e storie intrecciate, qui troverà un gioiello poco noto ma ricchissimo. Perfetto per chi cerca arte rinascimentale senza file.

Castelli Tapparelli D'Azeglio

Giorno 1 - Tappa n. 2

Castello di Verzuolo: storia e rinascita

Castello di VerzuoloProseguendo verso l’imbocco della Valle Varaita, il Castello di Verzuolo svetta su un colle dominando le terre del Marchesato di Saluzzo. Edificato nel 1377 per volere di Federico II, fu una delle fortezze più imponenti della regione, con doppia cinta muraria, torri e ponte levatoio. Nel Cinquecento il conte Michele Antonio lo trasformò in dimora signorile: oggi se ne ammirano tracce preziose come affreschi gotici fiammeggianti, camini cinquecenteschi e la Cappella di Valfrigida, a pianta ottagonale con decorazioni barocche. L’Ottocento ne impreziosì gli interni in stile neogotico, ma il Novecento portò abbandono e crolli: nel 1916 parte della torre medievale cedette, e nel 1938 l’intera ala sud fu abbattuta. Dopo decenni di chiusura, il castello è stato riaperto grazie a studi locali e a un nuovo proprietario. Oggi si visita con guida (ogni primo sabato e seconda domenica del mese, con aperture straordinarie), esplorando sale, sotterranei e parco. Un’esperienza che unisce storia, architettura e la suggestione di una rinascita ancora in corso.

Devi andarci se...

È il viaggiatore che cerca atmosfere medievali autentiche, attratto da un maniero che racconta secoli di potere, declino e rinascita, tra gotico e barocco.

Castello di Verzuolo

Giorno 1 - Tappa n. 3

Castello del Roccolo: un sogno neogotico tra Busca e le colline

Castello del RoccoloSalendo dolcemente sulla collina di Busca, il Castello del Roccolo si svela tra gli alberi come una fiaba neogotica. Costruito dal 1831 per il marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio, deve il nome ai “roccoli”, reti per la caccia agli uccellini. Il suo stile revival mescola archi moreschi, merli ghibellini e torri circolari che ricordano le dimore inglesi. All’interno, affreschi a trompe-l’œil, stucchi e vetrate colorate raccontano il gusto romantico dell’epoca. Ma il vero gioiello è il parco di 50 ettari, progettato dal paesaggista Xavier Kurten: laghetti, grotte, cascate e la monumentale Serra del 1850 creano un percorso da sogno. Qui soggiornarono Silvio Pellico, Cavour, re Umberto I e la regina Margherita. Oggi si visita ogni prima e terza domenica da maggio a ottobre, con guide che riportano in vita il fascino di un’epoca. Un angolo di Piemonte che incanta tra storia e natura.

Devi andarci se...

Chi ama immergersi in atmosfere romantiche e giardini all’inglese troverà qui un connubio perfetto tra architettura neogotica e paesaggi sognanti, ideale per un pomeriggio fuori dal tempo.

Castello del Roccolo

Giorno 2 - Tappa n. 4

Castello di Pollenzo

Castello di PollenzoLasciate le atmosfere romantiche del Castello del Roccolo, si prosegue verso Pollenzo, frazione di Bra. Qui il tempo sembra sospeso tra passato sabaudo e futuro gastronomico. Il cuore è Piazza Vittorio Emanuele II, patrimonio UNESCO, dove si affacciano la chiesa neogotica di San Vittore e l’Agenzia di Pollenzo, voluta da Carlo Alberto come tenuta modello. Mentre il castello reale (quello con il donjon trecentesco) è privato e chiuso al pubblico, l’Agenzia è un vivace centro che ospita l’Università di Scienze Gastronomiche e la Banca del Vino, con oltre 40.000 etichette italiane. Si può passeggiare liberamente, visitare il caveau e magari fermarsi all’Albergo dell’Agenzia o al ristorante Garden. L’atmosfera è un mix di storia e innovazione: un luogo unico dove la tradizione enogastronomica incontra l’alta formazione. Perfetto per una pausa prima di addentrarsi nelle Langhe.

Devi andarci se...

Il visitatore di Pollenzo è un appassionato di enogastronomia e storia, che non si accontenta del semplice turismo ma cerca un’immersione nella cultura del cibo e del vino, tra memoria sabauda e innovazione.

Castello di Pollenzo

Giorno 2 - Tappa n. 5

Museo dei Cavatappi

Museo dei CavatappiCambiando completamente atmosfera, ci spostiamo a Barolo per una tappa inaspettata. Il Museo dei Cavatappi è ospitato in un’antica cantina accanto al Castello Comunale, con soffitti a volte a botte in mattone. Fondato nel 2006 dalla passione del collezionista Paolo Annoni, custodisce oltre 500 esemplari provenienti da tutto il mondo, dal Seicento a oggi. Il percorso si snoda in 19 sezioni che raccontano l'evoluzione di questo utensile: dai primi modelli inglesi in legno e avorio a quelli in argento di Cartier, passando per cavatappi a forma di animali, tascabili e pubblicitari. Spicca una sezione dedicata ai pezzi preziosi, realizzati da orafi per nobili e cardinali. Non mancano pannelli informativi in italiano, inglese e tedesco. All’ingresso, una vigna di Barolo dipinta da Bruno Murialdo accoglie i visitatori. L’enoteca offre oltre 1.000 etichette di vini delle Langhe, con possibilità di degustazioni, anche con cavatappi antichi. Una tappa imperdibile per chi ama scoprire le curiosità dietro al rito dello stappare.

Devi andarci se...

Chi visita il Museo dei Cavatappi è un curioso viaggiatore che ama le piccole storie dietro agli oggetti quotidiani, appassionato di vino e design, e non si lascia sfuggire un’esperienza unica tra storia e degustazione.

Museo dei Cavatappi

Giorno 2 - Tappa n. 6

Castello di Roddi: tra storia e tartufo

Castello di RoddiLasciate le cantine di Barolo, salite a Roddi e lasciatevi stupire dal Castello di Roddi, un gioiello medievale che domina le colline. Costruito nel Trecento dalla famiglia Falletti, passò poi ai Pico della Mirandola – sì, proprio i parenti del famoso filosofo – e ancora ai Della Chiesa e ai Savoia, prima di diventare proprietà comunale nel 2001. La struttura è un classico donjon con due torri cilindriche (una snella, l’altra più bassa) e caditoie all’ultimo piano. All’interno, soffitti lignei a cassettoni e le antiche cucine cinquecentesche vi riportano indietro nel tempo. Oggi il castello è il cuore del Truffle Hub: qui ha sede la Scuola internazionale di cucina del tartufo bianco d’Alba, con una cucina didattica da 12 postazioni e corsi tenuti da chef stellati. Ai piedi del colle, dal 1880, c’è l’Università dei cani da tartufo, dove si addestrano i cani alla ricerca del prezioso tubero. Il castello si visita solo con guida (45 minuti, 6€), la domenica da maggio a novembre. Un’esperienza che unisce storia, architettura e passione enogastronomica.

Devi andarci se...

Chi visita il Castello di Roddi è un viaggiatore curioso, affascinato dalla storia medievale e dal mondo del tartufo, che cerca un’esperienza autentica tra mura antiche e profumi di Langa.

Castello di Roddi

Giorno 3 - Tappa n. 7

Castello dei Roero: un tuffo di sette secoli

Castello dei RoeroProseguendo verso Monticello d'Alba, il Castello dei Roero vi accoglie con la sua silhouette medievale. Di proprietà della stessa famiglia dal 1376, è uno dei meglio conservati del Piemonte. La particolarità? Tre torri diverse: quadrata, rotonda e ottagonale. Salite lo scalone in pietra per visitare la Sala delle Armi, la cappella di Santa Barbara e la Galleria di Diana Cacciatrice, con affreschi settecenteschi. Il parco all'inglese, progettato dall'architetto dei Savoia Xavier Kurten, regala scorci romantici tra cedri del Libano e specchi d'acqua. Aperto solo sabato e domenica (10-12:30 e 14:30-18); la visita al castello è guidata (obbligatoria) e costa 7,50€ (castello+parco). Se avete poco tempo, solo il parco è a 2,50€. Portate il cane: è dog-friendly. E non dimenticate di guardare la vista sulle colline del Roero.

Devi andarci se...

Chi visita il Castello dei Roero è un viaggiatore appassionato di dimore storiche, che apprezza il fascino di una famiglia antica e ama perdersi nei giardini romantici tra storia e natura.

Castello dei Roero

Giorno 3 - Tappa n. 8

Castello Alfieri, il gioiello barocco del Roero

Castello AlfieriL’ultima tappa della giornata vi porta a Sant’Antonio, dove il Castello Alfieri domina il paesaggio. Costruito tra il 1647 e il 1650 per volontà del conte Catalano Alfieri, è un perfetto esempio di architettura barocca, con due torri tonde che incorniciano il corpo centrale e creano un effetto scenografico. All’interno, perdetevi nel Salone degli Stemmi con stucchi luganesi e nel Salone delle Aquile. Il castello ospita due musei: il Museo dei Soffitti in Gesso, con 109 motivi decorativi dal 1580, e il Teatro del Paesaggio, multimediale e dedicato alle colline UNESCO. Non mancate la Cappella del SS. Crocefisso, voluta dalla madre di Vittorio Alfieri, con affreschi a trompe-l'œil di Pier Paolo Operti. Aperto da aprile a ottobre, fa parte del circuito Castelli Aperti. Una visita che unisce arte, storia e tradizione popolare.

Devi andarci se...

Chi arriva al Castello Alfieri è un viaggiatore curioso, affascinato dal barocco e dalle storie di famiglia, che ama scoprire musei nascosti e cappelle affrescate lontano dai circuiti più battuti.

Castello Alfieri

Giorno 3 - Tappa n. 9

Castello Palazzo dei Galleani a Barbaresco

Castello Palazzo dei GalleaniL’ultima tappa del giorno vi porta a Barbaresco, dove il Castello Palazzo dei Galleani domina il borgo con la sua eleganza settecentesca. Voluto dai conti Galleani all’inizio del XVIII secolo, l’edificio è un gioiello barocco con una loggia a due piani e un parco attribuiti a Filippo Juvarra. Oggi di proprietà della celebre Cantina Gaja, che lo ha collegato alle sue cantine tramite un tunnel sotterraneo, il castello non è aperto al pubblico, ma si può ammirare dall’esterno. Qui, nel 1894, il professor Domizio Cavazza fondò la prima cantina sociale, dando origine al Barbaresco DOCG. Le cantine storiche, ancora intatte, raccontano secoli di tradizione vinicola. Una sosta imperdibile per chi ama abbinare vino e architettura.

Devi andarci se...

Chi visita il Castello Galleani è un appassionato di enologia e barocco, che cerca tracce della nascita del Barbaresco tra logge e cantine storiche, anche da fuori.

Castello Palazzo dei Galleani

Giorno 3 - Tappa n. 10

La Torre di Barbaresco

La Torre di BarbarescoDopo aver ammirato il castello, vi attende un’esperienza che sale verso il cielo: la Torre di Barbaresco, alta 36 metri, è la più grande e massiccia del Piemonte. Costruita intorno all’anno Mille come torre di avvistamento contro i Saraceni, è realizzata in laterizio su basamento di arenaria. L’ingresso, a 13 metri d’altezza, si raggiunge con un ascensore panoramico esterno: una passerella in vetro e acciaio svela un pavimento di cristallo che lascia intravedere l’interno. Su tre livelli si scopre la storia del Barbaresco DOCG: al primo piano strumenti multimediali raccontano il vino e i suoi protagonisti, al secondo c’è la Sala di Analisi Sensoriale per degustazioni, e all’ultimo una terrazza panoramica con vista a 360° su Langhe, Roero, Astigiano, Monferrato e le Alpi. Dopo il restauro, aperta dal 2015, la torre è visitabile tutti i giorni 10-13 e 14-19 (€5, gratuito sotto i 12 anni). Un salto in alto per chiudere il viaggio tra borghi e castelli.

Devi andarci se...

Chi arriva fin qui è un viaggiatore che cerca l’emozione di salire su una torre medievale per abbracciare con lo sguardo l’anima delle Langhe.

La Torre di Barbaresco

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