🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per appassionati di storia e viaggiatori in cerca di autenticità.
- Un viaggio nel tempo tra civiltà etrusca, architettura medievale e capolavori rinascimentali.
- Paesaggi unici con laghi vulcanici, colline di noccioleti e parchi archeologici immersi nella natura.
- Esperienza lontana dal turismo di massa, con atmosfera genuina e tradizioni enogastronomiche radicate.
Eventi nei dintorni
La Provincia di Viterbo è un territorio ricco di storia e natura, conosciuto come Tuscia. Qui trovi borghi medievali perfettamente conservati come Viterbo con il suo quartiere San Pellegrino, siti archeologici etruschi di importanza mondiale come le necropoli di Tarquinia patrimonio UNESCO, e terme storiche che sfruttano acque vulcaniche. Il paesaggio è caratterizzato da colline ricoperte di noccioleti, laghi vulcanici come quello di Bolsena e architetture rinascimentali come Palazzo Farnese a Caprarola. I prodotti tipici spaziano dall'olio DOP Canino ai vini dei Colli Etruschi Viterbesi, creando un'esperienza autentica lontana dal turismo di massa.
Panoramica
- Necropoli dei Monterozzi
- Palazzo dei Papi
- Palazzo Farnese di Caprarola
- Sacro Bosco di Bomarzo
- Castello di Torre Alfina
- Parco Naturalistico Archeologico Vulci
- Basilica Santa Cristina a Bolsena
- Anfiteatro Romano di Sutri
- Abbazia di San Giusto a Tuscania
- Villa Lante a Bagnaia
- Falerii Novi
- San Giovenale
- Forte Sangallo
- Villa Giustiniani Odescalchi
- Sasso Naticarello
Itinerari nei dintorni
Necropoli dei Monterozzi
- Vai alla scheda: Necropoli Monterozzi: tombe dipinte etrusche UNESCO a Tarquinia
- Via Ripagretta, Tarquinia (VT)
- http://etruriameridionale.beniculturali.it/index.php?it/135/aree-archeologiche
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La Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia è un sito UNESCO che ti trasporta direttamente nel mondo degli Etruschi. Qui, su un altopiano di tufo, si estendono oltre 6.000 tombe scavate nella roccia, molte delle quali conservano affreschi colorati e ben preservati che raccontano la vita quotidiana, i rituali funerari e le credenze di questa civiltà antica. Tra le tombe più celebri, la Tomba dei Leopardi ti sorprenderà con scene di banchetto e danzatori, mentre la Tomba della Caccia e Pesca mostra vividi momenti di attività all'aria aperta, con dettagli che sembrano usciti da un racconto moderno. Questi dipinti, realizzati con pigmenti naturali, hanno resistito per secoli grazie alle condizioni microclimatiche delle camere ipogee. Passeggiare tra i tumuli e scendere nelle tombe accessibili, come la Tomba degli Auguri con le sue figure simboliche, è un'esperienza che ti fa toccare con mano l'arte e la spiritualità etrusca. Il sito è ben organizzato con percorsi segnalati e pannelli esplicativi, permettendoti di esplorare in autonomia. Per una visione completa, abbina la visita al Museo Nazionale Tarquiniense nel centro storico, dove sono esposti reperti provenienti proprio da questa necropoli. Ricorda di indossare scarpe comode e di portare una luce per apprezzare al meglio gli interni poco illuminati.
Palazzo dei Papi
- Piazza San Lorenzo, Viterbo (VT)
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Il Palazzo dei Papi di Viterbo non è solo un edificio, ma il cuore pulsante della storia medievale della città. Costruito tra il 1255 e il 1266 per ospitare i pontefici, questo complesso rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura civile duecentesca nel Lazio. La sua fama è legata soprattutto al Conclave del 1268-1271, il più lungo della storia, che si protrasse per quasi tre anni. Fu proprio qui che i viterbesi, esasperati dalle lunghe trattative, chiusero a chiave i cardinali nella Sala del Conclave, dando origine alla pratica dell'elezione papale in clausura che ancora oggi caratterizza i conclavi.
La visita inizia dal Loggiato, aggiunto nel 1267, con le sue sette eleganti arcate che si affacciano su Piazza San Lorenzo. Salendo al primo piano, si accede alla Sala del Conclave, dove i cardinali elessero Gregorio X. Il soffitto a capriate e le pareti spoglie ti trasportano direttamente in quell'atmosfera di attesa e tensione. Non perdere la Sala Gualterio, con i suoi affreschi rinascimentali che raccontano storie locali, e la Cappella papale, dedicata a San Lorenzo, con tracce di decorazioni originali.
Il palazzo ospita anche il Museo del Colle del Duomo, dove ammirare opere come il Reliquiario di Santa Rosa e il Sarcofago della Bella Galiana. Dal cortile interno, nota il pozzo medievale ancora funzionante e i resti delle antiche mura. Un dettaglio che colpisce: le scalette esterne che collegano i diversi livelli, tipiche dell'architettura viterbese, dimostrano come ogni elemento rispondesse a precise esigenze pratiche e difensive.
Palazzo Farnese di Caprarola
- Vai alla scheda: Palazzo Farnese di Caprarola: architettura pentagonale e scalone a doppia elica
- Via Antonio da Sangallo, Caprarola (VT)
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Se cerchi un luogo che racchiuda tutta la potenza dei Farnese, Palazzo Farnese a Caprarola è la risposta. Questo capolavoro del Rinascimento italiano ti lascerà a bocca aperta non solo per la sua mole imponente, ma per i dettagli che lo rendono unico nel Lazio. Progettato da Antonio da Sangallo il Giovane e completato da Jacopo Barozzi da Vignola, il palazzo si presenta con una pianta pentagonale che subito colpisce, un'architettura militare trasformata in residenza signorile. Entrando, preparati a percorrere la Scala Regia, una rampa elicoidale sostenuta da 30 colonne doriche che collega i piani in modo spettacolare, un'innovazione del Vignola che ancora oggi stupisce. Le stanze sono un trionfo di affreschi: nella Sala dei Fasti Farnesiani, i dipinti di Taddeo e Federico Zuccari celebrano le gesta della famiglia, mentre la Sala del Mappamondo ti trasporta in un viaggio geografico con mappe dettagliate del Cinquecento. Non perdere gli appartamenti estivi e invernali, dove ogni ambiente racconta un pezzo di storia, come la Stanza dei Sogni, con allegorie che invitano alla riflessione. Il palazzo è circondato da un parco con giardini all'italiana, fontane e giochi d'acqua che completano l'esperienza. Per visitarlo, controlla gli orari di apertura: spesso è accessibile con biglietti cumulativi che includono altri siti farnesiani della zona. Un consiglio: dedica almeno un'ora e mezza per ammirare tutto, senza fretta, perché ogni angolo nasconde un dettaglio da scoprire.
Sacro Bosco di Bomarzo
- Vai alla scheda: Sacro Bosco di Bomarzo: sculture grottesche e simboli alchemici nel Parco dei Mostri
- Bomarzo (VT)
- https://www.sacrobosco.eu
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- info@parcodeimostri.com
- +39 0761 924029
Il Sacro Bosco di Bomarzo, noto anche come Parco dei Mostri, è un luogo unico nel suo genere, creato nel XVI secolo dal principe Pier Francesco Orsini. Questo giardino manierista si distingue per le sue sculture in pietra che rappresentano creature mitologiche, animali fantastici e figure grottesche, scolpite direttamente nei massi di peperino. Tra le opere più iconiche spiccano l’Orco, una testa gigante con la bocca spalancata che funge da ingresso a una stanza interna, la Casa Pendente che sfida le leggi della gravità, e il Elefante da guerra che schiaccia un legionario romano. Il parco non segue le simmetrie tipiche dei giardini rinascimentali, ma si sviluppa in modo apparentemente casuale, invitando i visitatori a un’esplorazione sorprendente. Le iscrizioni in volgare incise sulle statue, come “Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”, aggiungono un tocco enigmatico. Ideale per chi cerca un’esperienza fuori dagli schemi, il Sacro Bosco combina arte, natura e mistero in un contesto immersivo, rendendolo una tappa imperdibile nella provincia di Viterbo. Ricorda di indossare scarpe comode per percorrere i sentieri irregolari e di portare una macchina fotografica per catturare ogni dettaglio straordinario.
Castello di Torre Alfina
- Via di Castello, Acquapendente (VT)
- https://www.castellotorrealfina.com/
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Il Castello di Torre Alfina domina il borgo omonimo con la sua imponente struttura che mescola stili medievali e rinascimentali. Costruito tra il XIII e il XVI secolo, il castello ha subito diverse trasformazioni, passando dalle originarie fortificazioni alle eleganti decorazioni volute dalla famiglia Monaldeschi. Oggi, visitandolo, si possono ammirare le sale affrescate, i camminamenti di ronda e la cappella privata, dove spiccano dettagli come gli stemmi araldici e i soffitti a cassettoni. Il maniero è circondato da un parco secolare con alberi secolari e sentieri che si snodano fino al vicino Bosco del Sasseto, una riserva naturale con querce secolari e formazioni rocciose che sembrano uscite da una fiaba. All'interno, alcune stanze ospitano mostre temporanee e eventi culturali, mentre la torre principale offre una vista panoramica sulla Valle del Paglia e le colline circostanti. Per chi visita Acquapendente, il castello è una tappa imperdibile, non solo per la sua architettura, ma anche per l'atmosfera sospesa nel tempo che si respira tra le sue mura. Ricorda di verificare gli orari di apertura, poiché il castello è spesso utilizzato per matrimoni e iniziative private.
Parco Naturalistico Archeologico Vulci
Se cerchi un luogo dove storia e natura si fondono in modo sorprendente, il Parco Naturalistico Archeologico Vulci è la destinazione che fa per te. Situato a Canino, in provincia di Viterbo, questo parco ti regala un viaggio nel tempo attraverso i resti dell'antica città etrusca di Vulci, un tempo uno dei centri più potenti dell'Etruria. Passeggiando tra le rovine, puoi ammirare il Ponte della Badia, un ponte romano perfettamente conservato che scavalca il fiume Fiora, e l'Abbazia di San Mamiliano, un complesso monastico medievale che aggiunge un tocco di mistero al paesaggio. Il parco non è solo archeologia: qui la natura la fa da padrona, con sentieri che si snodano tra querce secolari e aree verdi ideali per picnic. Non perderti la Tomba François, una delle necropoli più famose, con i suoi affreschi che raccontano storie di guerrieri e divinità etrusche. Per gli amanti del birdwatching, la zona umida lungo il fiume è un rifugio per aironi e altri uccelli acquatici. Il museo onsite, il Museo Nazionale Archeologico di Vulci, completa l'esperienza con reperti unici come ceramiche e gioielli etruschi. Consiglio di visitare in primavera o autunno, quando il clima è mite e i colori della campagna laziale rendono tutto ancora più magico. Ricorda: indossa scarpe comode e porta una macchina fotografica, perché ogni angolo merita uno scatto.
Basilica Santa Cristina a Bolsena
- Via Mazzini, Bolsena (VT)
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La Basilica di Santa Cristina a Bolsena è un gioiello di fede e storia che domina il borgo medievale affacciato sul lago. Costruita tra l'XI e il XIII secolo, custodisce le spoglie della santa patrona, martirizzata nel III secolo sotto Diocleziano. L'edificio unisce stili romanico e gotico, con una facciata sobria che nasconde interni ricchi di sorprese. Entrando, si nota subito la cripta ipogea, scavata nel tufo, dove sono visibili i resti di un'antica necropoli paleocristiana e il sasso del miracolo eucaristico del 1263, che stillò sangue durante una messa, evento che ispirò l'istituzione della festa del Corpus Domini. Le cappelle laterali ospitano affreschi rinascimentali, tra cui quelli di Benozzo Gozzoli, che ritraggono episodi della vita di Santa Cristina. Non perdere la Grotta di Santa Cristina, un ambiente rupestre accessibile dalla basilica, dove la tradizione vuole che la santa fu imprigionata. La posizione, a pochi passi dal lungolago, permette di unire la visita spirituale a una passeggiata panoramica. Orari di apertura variano stagionalmente, ma è solitamente accessibile tutto l'anno; controlla sempre gli orari per evitare chiusure impreviste. Un consiglio: visita al mattino per godere della luce che illumina gli affreschi.
Anfiteatro Romano di Sutri
- Via Cassia 49, Sutri (VT)
- http://www.sabap-rm-met.beniculturali.it/it/293/anfiteatro
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- sabap-rm-met@beniculturali.it
- +39 06 322 6571
L'Anfiteatro Romano di Sutri è una delle sorprese archeologiche più affascinanti della Tuscia. A differenza di molti anfiteatri costruiti in pietra, questo è stato interamente scavato nel tufo, la roccia vulcanica tipica della zona. Risalente al I secolo a.C., poteva ospitare fino a 9.000 spettatori per assistere a combattimenti tra gladiatori e cacce con animali feroci. La sua struttura ellittica, lunga 49 metri e larga 40, è perfettamente conservata e si integra armoniosamente con il paesaggio collinare. Camminare tra i gradini scavati nella roccia ti fa sentire parte della storia: immagina il frastuono della folla e l'emozione degli spettacoli. L'anfiteatro si trova all'ingresso del Parco Archeologico dell'Antichissima Città di Sutri, che include anche una necropoli con tombe romane ed etrusche. La visita è accessibile a tutti, con un percorso ben segnalato che ti permette di esplorare ogni angolo. Non perderti la vista dall'alto: dall'orlo superiore si apre un panorama mozzafiato sulla campagna viterbese. Ricorda di indossare scarpe comode, perché il terreno può essere irregolare. L'ingresso è a pagamento, ma il biglietto include anche l'accesso alla vicina necropoli e al mitreo, un antico luogo di culto scavato nel tufo. È un sito che unisce storia, archeologia e natura, perfetto per una giornata all'insegna della cultura.
Abbazia di San Giusto a Tuscania
- Prima strada vicinale Madonna dell'olivo, Tuscania (VT)
- https://abbaziadisangiusto.com
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L’Abbazia di San Giusto si trova a pochi chilometri dal centro di Tuscania, in una posizione isolata e suggestiva che ne esalta il fascino. Fondata nel XII secolo dai monaci benedettini, è un esempio perfetto di architettura romanica laziale, con la sua facciata in pietra locale e il campanile a vela. Entrando, si nota subito la pianta a tre navate, divise da pilastri in travertino, e l’abside semicircolare che conserva tracce di affreschi medievali. La chiesa, dedicata a San Giusto martire, era parte di un complesso monastico più ampio, di cui restano i ruderi del chiostro e delle celle. Un dettaglio che colpisce è la cripta sotterranea, accessibile da una scala laterale, con volte a crociera e capitelli decorati con motivi vegetali e animali tipici dell’arte romanica. L’abbazia è circondata da uliveti e campi, un paesaggio rurale che invita alla quiete. Per visitarla, basta raggiungere la strada provinciale Tuscania-Cellere e seguire le indicazioni; l’accesso è gratuito, ma è consigliabile verificare gli orari di apertura, che possono variare. Tuscania, con le sue necropoli etrusche e le chiese di San Pietro e Santa Maria Maggiore, completa l’esperienza, rendendo l’abbazia una tappa imperdibile per chi esplora il territorio viterbese.
Villa Lante a Bagnaia
- Viterbo (VT)
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Se cerchi un luogo dove arte e natura si fondono in perfetta armonia, Villa Lante a Bagnaia è la risposta. Questo capolavoro del Cinquecento, commissionato dal cardinale Gianfrancesco Gambara, ti accoglie con i suoi giardini all'italiana che sono tra i meglio conservati d'Europa. Appena varchi l'ingresso, rimani colpito dalla simmetria dei parterre geometrici, dove siepi di bosso disegnano motivi intricati e aiuole fiorite creano macchie di colore contro il grigio della pietra locale. Il cuore della villa sono le fontane monumentali: dalla Fontana dei Mori, con le sue sculture grottesche, alla Catena d'Acqua, un canale scavato nella pietra che scivola dolcemente tra scalinate e terrazzamenti. Ogni getto d'acqua è studiato per creare giochi di luce e suoni che accompagnano la passeggiata. Salendo verso il Casino Gambara, affrescato con scene mitologiche, lo sguardo spazia sulla campagna viterbese, mentre il Pegaso alato sulla fontana centrale sembra prendere il volo. Qui, ogni elemento ha un significato simbolico: l'acqua rappresenta la purezza, le statue rimandano alla classicità, e i vialetti invitano a un percorso di elevazione spirituale. Non perdere la Fontana dei Lumini, dove piccole fiammelle un tempo illuminavano le serate estive, e il giardino segreto, un angolo raccolto con piante aromatiche. Villa Lante non è solo un sito da fotografare, ma un'esperienza da vivere con lentezza, assaporando il silenzio rotto solo dallo scrosciare delle fontane.
Falerii Novi
- Vai alla scheda: Falerii Novi: Mura Ciclopiche e Porta Girevole Unica nel Lazio
- Regolelli (VT)
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Se cerchi un luogo dove la storia prende vita senza la folla dei siti più famosi, Falerii Novi è la scelta perfetta. Questo sito archeologico nella campagna di Regolelli ti regala l'emozione di camminare su una strada romana originale, con i basoli consumati dai carri che passavano qui duemila anni fa. La città fu fondata nel 241 a.C. dopo la distruzione di Falerii Veteres, e oggi puoi ancora vedere le mura perimetrali che si estendono per oltre 2 chilometri, con le imponenti Porta di Giove e Porta di Bove perfettamente conservate. Entrando dall'ingresso principale, ti trovi subito di fronte al decumano massimo, la strada principale che attraversava l'abitato. A destra e sinistra si distinguono i resti delle domus, con i mosaici pavimentali che emergono dal terreno in alcuni punti. Proseguendo verso nord, arrivi all'area del foro, dove si concentravano le attività commerciali e politiche. Qui spiccano i basamenti del tempio principale e della basilica, mentre poco più avanti puoi ammirare i resti delle terme pubbliche, con il sistema di riscaldamento ancora visibile. La particolarità di Falerii Novi è che non è mai stata sovrapposta da costruzioni moderne, quindi l'impianto urbano romano si legge con chiarezza straordinaria. Camminando tra questi ruderi, puoi immaginare la vita quotidiana dei Falisci, il popolo che abitava queste terre prima dei Romani. Il sito è particolarmente suggestivo al tramonto, quando la luce radente esalta le texture delle pietre antiche. Portati una bottiglia d'acqua e scarpe comode: il percorso è su sterrato e richiede circa un'ora di visita tranquilla. L'accesso è gratuito e non ci sono servizi, quindi vieni preparato per un'esperienza autentica e senza fronzoli.
San Giovenale
- Via delle Poggette, Civitella Cesi (VT)
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San Giovenale è un sito archeologico etrusco di straordinaria importanza, situato su un altopiano tufaceo a Civitella Cesi. Questo luogo conserva le tracce di un insediamento che risale al VII secolo a.C., offrendo una finestra unica sulla vita degli antichi abitanti della Tuscia. Il sito comprende una necropoli con tombe a camera scavate nel tufo, alcune delle quali presentano ancora decorazioni pittoriche e incisioni che raccontano rituali e credenze dell'epoca. Camminando tra i resti delle abitazioni e delle vie lastricate, si percepisce l'organizzazione urbanistica di questo villaggio, che fu attivo fino all'età romana. Le campagne di scavo hanno portato alla luce reperti ceramici, utensili in bronzo e oggetti di uso quotidiano, oggi esposti in parte al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo. Il panorama dalla sommità dell'altopiano abbraccia la valle del Marta, con vedute sulla macchia mediterranea e sui calanchi tipici del territorio. San Giovenale è un luogo ideale per chi cerca un'esperienza fuori dai percorsi turistici più battuti, immergendosi in un'atmosfera di silenzio e storia. La visita richiede scarpe comode e una bottiglia d'acqua, soprattutto nei mesi estivi. Per accedervi, è possibile parcheggiare lungo la strada sterrata che conduce al sito e percorrere a piedi l'ultimo tratto, godendo del paesaggio rurale della provincia di Viterbo.
Forte Sangallo
- Via Mazzocchi, Civita Castellana (VT)
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Arrivando a Civita Castellana, il Forte Sangallo si impone subito all'attenzione: una struttura massiccia e imponente che racconta secoli di storia. Costruito tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento per volere di papa Alessandro VI Borgia, il forte prende il nome dall'architetto Antonio da Sangallo il Vecchio, che ne diresse i lavori. La sua posizione strategica, su uno sperone di tufo a guardia della via Flaminia, ne fa un esempio perfetto di architettura militare rinascimentale. Osservando le mura, noterai subito i bastioni angolari a punta di lancia, progettati per resistere alle nuove artiglierie dell'epoca. All'interno, il cortile centrale con il suo pozzo e le arcate ti trasporta in un'atmosfera d'altri tempi. Oggi, il forte ospita il Museo Archeologico dell'Agro Falisco, che custodisce reperti straordinari come ceramiche falische, bronzi e corredi funerari provenienti dalle necropoli locali. Salendo sulle terrazze, la vista spazia sui calanchi e sulle campagne della Tuscia, un panorama che da solo vale la visita. Il Forte Sangallo non è solo un monumento, ma un viaggio nella storia dei Falisci e nel Rinascimento italiano, un luogo dove ogni pietra ha una storia da raccontare.
Villa Giustiniani Odescalchi
- Piazza Umberto I°, Bassano Romano (VT)
- https://www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/242/villa-giustiniani
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- pm-laz@beniculturali.it
- +39 0761 636025
Se cerchi un angolo di eleganza rinascimentale lontano dalle folle, Villa Giustiniani Odescalchi a Bassano Romano è la risposta. Questo complesso, voluto dalla famiglia Giustiniani nel Cinquecento, non è solo un palazzo ma un microcosmo di arte e natura. La villa si sviluppa attorno a un cortile centrale con un loggiato sorretto da colonne in peperino, la pietra locale che caratterizza molti edifici della Tuscia. All'interno, gli affreschi delle sale narrano storie mitologiche e allegoriche, con una particolarità: alcuni ambienti conservano decorazioni a grottesche ispirate alla Domus Aurea di Roma, un tratto distintivo che la rende unica nel territorio viterbese. Il parco annesso, oggi pubblico, è un polmone verde con viali alberati e specie botaniche secolari. Qui, tra querce e lecci, si nascondono fontane e giochi d'acqua che ricordano la passione per l'idraulica tipica del Rinascimento. La villa ha cambiato proprietà nei secoli, passando agli Odescalchi, ma mantiene intatto il fascino di residenza di campagna dove l'arte dialoga con il paesaggio. Per visitarla, controlla gli orari di apertura: spesso ospita mostre temporanee o eventi culturali, un'occasione in più per scoprire questo tesoro poco conosciuto.
Sasso Naticarello
- Strada provinciale faggeta, Soriano nel Cimino (VT)
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Il Sasso Naticarello è un gigante di pietra che si staglia imponente alle porte di Soriano nel Cimino, un masso erratico di origine vulcanica che racconta una storia lunga millenni. Questo enorme blocco di peperino, alto circa 15 metri, è stato trasportato qui dall’antica attività del vulcano Vicano e oggi si erge solitario in mezzo alla campagna, creando un contrasto spettacolare con il verde dei castagneti che lo circondano. La sua forma arrotondata e levigata dal tempo gli ha valso il nome ‘Naticarello’, che richiama proprio la somiglianza con una natica. Raggiungerlo è semplice: si parte dal centro di Soriano e si segue un sentiero ben tracciato che in meno di mezz’ora conduce direttamente alla base del masso. Il percorso è adatto a tutti, famiglie comprese, e regala vedute mozzafiato sulla Valle del Tevere e sui Monti Cimini. Non è solo una roccia: il Sasso Naticarello è stato per secoli un punto di riferimento per pastori e viandanti, oltre che oggetto di leggende popolari che lo vogliono dimora di spiriti o rifugio di briganti. Oggi è meta di escursionisti e fotografi, che qui trovano uno scorcio autentico della Tuscia, lontano dal caos turistico. Consiglio di visitarlo al tramonto, quando la luce radente esalta i toni caldi della pietra e il silenzio regna sovrano. Portatevi una macchina fotografica e scarpe comode: il terreno può essere un po’ sconnesso, ma ne vale la pena.






