Palazzo Farnese a Caprarola: la reggia pentagonale da visitare

Palazzo Farnese a Caprarola è molto più di una dimora storica: è un gioiello rinascimentale che stupisce per la sua pianta pentagonale e gli oltre 7650 mq di affreschi. Progettato dal Vignola, conserva intatto il fascino di residenza cardinalizia. Ecco cosa non perdere:


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Palazzo Farnese a Caprarola: la reggia pentagonale da visitare
Un capolavoro del Manierismo nel cuore della Tuscia: affreschi dei fratelli Zuccari, la Scala Regia elicoidale e i giardini terrazzati. Tutto quello che serve per organizzare la visita.

Cose da sapere


Benvenuti a Palazzo Farnese

Immaginate di arrivare a Caprarola, un borgo della Tuscia arroccato sui Monti Cimini, e all’improvviso davanti a voi si staglia una mole pentagonale che sembra uscita da un sogno rinascimentale. È Palazzo Farnese, un capolavoro del Manierismo voluto dai Farnese. La sua pianta a pentagono, unica nel suo genere, nasce come fortezza ma si trasforma in elegante dimora. Entrando, il cortile circolare e la Scala Regia elicoidale vi lasciano senza fiato. Non è un palazzo qualsiasi: è un viaggio nella storia, tra affreschi dei fratelli Zuccari e giardini terrazzati. Preparatevi a stupirvi: ogni angolo racconta secoli di arte e potere, e se siete fortunati potrete ammirare la scala con poca gente.

Cenni storici

Tutto iniziò nel 1530, quando il cardinale Alessandro Farnese il Vecchio commissionò ad Antonio da Sangallo il Giovane una fortezza pentagonale. Morto Sangallo nel 1546, i lavori si fermarono. Fu il nipote, Alessandro il Giovane, a riprenderli nel 1559 affidandoli a Jacopo Barozzi da Vignola. Vignola mantenne la pianta pentagonale ma trasformò la fortezza in un palazzo rinascimentale, aggiungendo il cortile circolare e le terrazze. La costruzione fu completata nel 1573. Ecco una timeline dei momenti chiave:

  • 1530: inizio costruzione fortezza su progetto di Sangallo
  • 1559: Vignola riprende i lavori
  • 1573: completamento dell’edificio
  • 1565-1630: realizzazione degli Orti Farnesiani

Il cortile circolare e la Scala Regia

Appena entrati, il cortile circolare vi accoglie con un doppio portico dorico e ionico. Al centro, un mascherone raccoglieva l’acqua piovana. Da qui si sale al piano nobile attraverso la Scala Regia, una scala elicoidale che si avvolge su trenta colonne di peperino. I gradini sono così ampi e bassi che, si dice, il cardinale poteva salire a cavallo. Le pareti sono affrescate da Antonio Tempesta con scene delle gesta dei Farnese. La volta culmina con lo stemma di papa Paolo III. È un capolavoro di ingegneria e arte che lascia a bocca aperta. Non stupitevi se vi viene voglia di salire e scendere più volte: è un’esperienza quasi ipnotica.

Le sale affrescate del piano nobile

Il piano nobile è un trionfo di affreschi manieristi. La Sala dei Fasti Farnesiani racconta la storia della famiglia, opera di Taddeo Zuccari. L’Anticamera del Concilio celebra papa Paolo III con scene del Concilio di Trento. La Camera dell’Aurora era la camera da letto estiva del cardinale, con una volta illusionistica che simula l’alba. Ma la più spettacolare è la Sala del Mappamondo: le pareti raffigurano i quattro continenti conosciuti nel ‘500, e la volta mostra lo zodiaco. Ogni stanza ha un tema preciso, ispirato dal letterato Annibal Caro. Non perdetevi la Stanza degli Angeli, famosa per l’effetto eco.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi: primo, è l’unico palazzo pentagonale al mondo aperto al pubblico, un esempio unico di architettura manierista. Secondo, gli affreschi sono di altissimo livello, realizzati da grandi maestri come i fratelli Zuccari, e raccontano storie affascinanti. Terzo, i giardini terrazzati (Orti Farnesiani) offrono una passeggiata tra fontane, labirinti e una vista mozzafiato sulla Tuscia. In più, la visita è ben organizzata e il biglietto costa solo 10 euro. Consiglio di prenotare per il weekend. Per gli appassionati di storia, la Sala dei Fasti Farnesiani è un vero e proprio fumetto storico dell’epoca.

Quando andare

Il palazzo è aperto tutto l’anno dal martedì alla domenica, ma il momento migliore è la primavera, quando i giardini sono in fiore e le temperature sono miti. Se amate la luce calda, il tardo pomeriggio regala una luce meravigliosa sulla facciata. Evitate i lunedì (chiuso) e i mesi di luglio-agosto se non sopportate il caldo. Consiglio di arrivare presto la mattina per godervi il palazzo con calma. In autunno, i colori dei boschi circostanti creano un contrasto stupendo con il peperino del palazzo.

Nei dintorni

A pochi passi, il borgo di Caprarola merita una passeggiata tra vicoli e piazzette. Poco lontano, il Lago di Vico è un’oasi naturalistica perfetta per una sosta: potete fare un picnic o una breve escursione nel bosco. Un altro gioiello della Tuscia è il Parco dei Mostri di Bomarzo, un giardino rinascimentale popolato da sculture enigmatiche. Due tappe che arricchiscono la giornata. Se avete tempo, fermatevi a pranzo in una delle trattorie del borgo: la cucina viterbese è una sorpresa.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Si dice che il cardinale Alessandro Farnese potesse salire a cavallo fino al piano nobile grazie ai gradini bassi e ampi della Scala Regia. Un’altra curiosità: nella Sala degli Angeli, due persone poste agli angoli opposti possono sentirsi bisbigliare grazie a un effetto eco voluto per controllare le conversazioni. Un luogo che custodisce segreti e meraviglie.