Una prima occhiata
Appena entri nella Basilica di San Nicola, ti colpisce la sua sobrietà potente. È quasi una fortezza, con le due torri massicce che sembrano vegliare sul mare. Siamo a Bari Vecchia, a due passi dal porto, e questo luogo ha un’anima antica. Non è solo una chiesa: è il cuore pulsante di una città che ha fatto della fede e della storia il suo biglietto da visita. La facciata è semplice, ma i dettagli – come il Portale dei Leoni con le sue decorazioni fantastiche – ti fanno capire che qui ogni pietra racconta una storia.
Cenni storici
Tutto inizia il 9 maggio 1087, quando 62 marinai baresi rubano le reliquie di San Nicola da Myra (oggi Turchia) e le portano a Bari. L’abate Elia, allora a capo del monastero di San Benedetto, spinge per costruire una chiesa degna di ospitarle. I lavori partono subito, e nel 1089 la cripta è già pronta: Papa Urbano II la consacra e vi depone le ossa del santo. La basilica viene completata nel 1197, ma nei secoli subisce modifiche barocche, poi rimosse con i restauri tra il 1925 e il 1930. Nel 1968 Paolo VI la eleva a basilica pontificia.
L’architettura che sorprende
La pianta è a croce latina, con tre navate divise da dodici colonne di spoglio (alcune romane, altre bizantine). La navata centrale ha un soffitto a capriate lignee dipinte nel Seicento da Carlo Rosa. Ma il pezzo forte è il ciborio sopra l’altare maggiore, del XII secolo: quattro colonne in marmo reggono un baldacchino a due piani, con capitelli scolpiti. Poco dietro, la cattedra dell’abate Elia, un trono in marmo con telamoni e leonesse che sbranano uomini. Roba da restare a bocca aperta.
La cripta e il culto ecumenico
Scendi nella cripta e l’atmosfera cambia. Ventisei colonne sorreggono volte a crociera, e al centro, sotto l’altare, riposano le reliquie di San Nicola. L’aria è densa di devozione: qui pregano insieme cattolici e ortodossi, perché Nicola è venerato da entrambi. Ogni 6 dicembre, la festa liturgica richiama pellegrini da tutto il mondo. C’è anche una colonna miracolosa che i fedeli toccano per chiedere protezione. E se guardi bene, trovi epigrafi in arabo sulle pareti esterne – eredità dell’emirato di Bari.
Perché visitarlo
Primo: è un capolavoro unico del romanico pugliese, con elementi normanni, bizantini e lombardi fusi insieme. Secondo: l’atmosfera ecumenica è palpabile – puoi assistere a riti ortodossi accanto a quelli cattolici. Terzo: la cripta e la sua colonna miracolosa sono esperienze che non trovi altrove. E poi, diciamocelo, entrare gratis in un luogo così carico di storia è un lusso.
Quando andare
Se puoi, scegli la prima mattina, quando la luce filtra dalle bifore e la basilica è ancora silenziosa. Oppure a fine pomeriggio, prima della chiusura, per vedere il tramonto dal cortile nord. Evita le ore centrali nei weekend, quando c’è più gente. Se ti interessa il lato spirituale, il 6 dicembre (festa di San Nicola) o l’8 maggio (arrivo delle reliquie) sono date magiche, ma affollatissime.
Nei dintorni
La basilica è nel cuore di Bari Vecchia: perdetevi tra i vicoli, tra bancarelle di pesce e orecchiette fatte a mano. A due passi c’è il Castello Svevo, imponente fortezza normanno-sveva. Se hai tempo, una passeggiata sul lungomare fino al Teatro Petruzzelli (ristrutturato) ti regala scorci di città viva. Ah, e non partire senza aver assaggiato una focaccia barese da uno dei forni del centro storico.