Castello dei Paleologi: storia, camminamenti e cultura a Casale Monferrato

Il Castello dei Paleologi, cuore medievale di Casale Monferrato, ti accoglie con la sua imponente pianta esagonale e i profondi fossati. Costruito a metà del Trecento per volere di Giovanni II Paleologo, oggi è un vivace centro culturale che conserva cammini di ronda e sotterranei visitabili. L’Enoteca Regionale del Monferrato ospitata al suo interno offre un perfetto connubio tra storia e gusto.

4 cose da non perdere:
Cammini di ronda e sotterranei dell’ala occidentale
Bassorilievo in marmo con le insegne di Aleramo, Paleologi e Gonzaga
Enoteca Regionale del Monferrato per degustare i vini locali
Mostre ed eventi nei cortili e nelle sale restaurate


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Castello dei Paleologi: storia, camminamenti e cultura a Casale Monferrato
Tra fossati e torrioni, il Castello dei Paleologi svela secoli di storia e ospita l’Enoteca Regionale del Monferrato. Un tuffo nel passato tra eventi e degustazioni.

Cose da sapere


Benvenuti al Castello dei Paleologi

Mi sono ritrovata davanti a questo mastodontico castello esagonale, circondato da un fossato asciutto, e ho subito capito che non era un semplice monumento. Il Castello dei Paleologi domina Piazza Castello a Casale Monferrato con la sua pianta irregolare e i quattro torrioni angolari. Superato il portone, un bassorilievo marmoreo con le insegne di Aleramo, Paleologi e Gonzaga ti accoglie. Oggi non è un museo polveroso: è un contenitore culturale vivo, con eventi, mostre e l’Enoteca Regionale del Monferrato. Un luogo che mescola storia medievale e modernità, perfetto per chi ama scoprire angoli autentici del Piemonte.

Un po’ di storia: dai Paleologi ai Gonzaga

La costruzione iniziò nel 1351 per volere di Giovanni II Paleologo, marchese di Monferrato, e terminò nel 1357. Nel Quattrocento, con Casale elevata a capitale, il castello divenne residenza di corte: Guglielmo VIII e Bonifacio V lo abbellirono con appartamenti e una cappella affrescata. Dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559), passò ai Gonzaga di Mantova, che lo trasformarono in fortezza: mura ispessite e pianta esagonale. Nel Settecento finì ai Savoia, usato come caserma fino agli anni ’60. Dal 1999 è del Comune e dal 2001 in restauro. Ecco i momenti chiave:

  • 1351-1357: costruzione paleologa
  • 1474: Casale diventa città, castello sede di corte
  • 1559: passaggio ai Gonzaga, rafforzamento difensivo
  • 1708: ai Savoia, declino e uso come caserma
  • 1999: acquisto dal Comune, restauri dal 2001

Camminamenti e sotterranei: un viaggio nella difesa

Salire sui cammini di ronda è come fare un salto indietro nel tempo. Da lì si dominano il fossato e la città: ti senti un po’ sentinella. I sotterranei dell’ala occidentale (ricostruiti nel Settecento) sono invece un labirinto di ambienti voltati, perfetti per capire le tecniche difensive. In alcuni punti sono esposti strumenti bellici originali. Il percorso è affascinante e non troppo lungo, adatto anche a chi non ama i musei tradizionali. Non perdere il bassorilievo sul portone: unisce i simboli di tre dinastie che hanno segnato la storia del Monferrato.

Cultura e vino: l’Enoteca e gli eventi

Oggi il castello vive di cultura. All’interno trovi la Biblioteca delle ragazze e dei ragazzi ‘Emanuele Luzzati’ e il Centro Doc sulla civiltà del vino. Ma il vero fiore all’occhiello è l’Enoteca Regionale del Monferrato: un’occasione unica per degustare i vini del territorio (Barbera, Grignolino, ecc.) immersi nella storia. In primavera e estate, i cortili ospitano manifestazioni come Golosaria, concerti e rassegne letterarie. Le sale interne sono spesso usate per mostre d’arte temporanee. Un mix che rende il castello vivo tutto l’anno.

Tre buoni motivi per non perderselo

1. Architettura unica: è uno dei pochi castelli con pianta esagonale asimmetrica e torrioni angolari, circondato da un fossato asciutto. 2. Enoteca e degustazioni: assaggiare il Monferrato direttamente in un castello medievale è un’esperienza che unisce storia e sapori. 3. Eventi culturali: mostre, concerti e manifestazioni enogastronomiche lo rendono un luogo dinamico, perfetto per una gita fuori porta. E poi c’è l’atmosfera: tra i camminamenti e i sotterranei, la storia si tocca con mano.

Quando andare

Il momento migliore? Un pomeriggio di primavera o autunno, quando il clima è mite e gli eventi animano i cortili. In estate, gli spalti e i torrioni sono aperti autonomamente fino a sera, regalando una vista suggestiva al tramonto. Se ami l’enogastronomia, pianifica la visita in coincidenza con Golosaria o altre manifestazioni enologiche. Evita invece i giorni di pioggia: il fossato asciutto è più affascinante con il sole!

Nei dintorni

Dopo la visita, perdi un po’ di tempo nel centro di Casale Monferrato: i portici, la Torre Civica in via Saffi e il Mercato Pavia meritano una passeggiata. Se hai voglia di vino, le cantine della zona (come quelle del Grignolino) sono a due passi. Un’altra idea? Il Santuario della Madonna di Crea, poco distante, è un gioiello immerso nei boschi. Perfetto per abbinare cultura e natura.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Sotto i vostri passi, nei sotterranei settecenteschi, riecheggia la storia di un castello che fu dimora di corte e poi fortezza. Si dice che il duca Carlo II Gonzaga Nevers amasse talmente questi spazi da organizzarvi sontuosi banchetti. Oggi, tra un bicchiere di Barbera e una mostra d’arte, il Castello dei Paleologi continua a stupire i visitatori.