Introduzione
Il Castello Svevo di Oria ti appare all’improvviso, arroccato sul colle più alto della città. Con la sua forma triangolare che ricorda una nave, sembra solcare l’aria sopra la pianura salentina. È soprannominato il vascello di pietra per un motivo: da lontano pare davvero un galeone sospeso tra cielo e terra. Arrivare lì, salire fino alla Torre dello Sperone e guardare il paesaggio che si perde all’orizzonte è un’emozione che non dimentichi facilmente.
Cenni storici
Costruito tra il 1225 e il 1233 per volere di Federico II di Svevia, sorge su un’antica acropoli messapica. La sua posizione dominante lo rese un punto strategico tra Brindisi e Taranto. Subì modifiche in epoca angioina (torri cilindriche) e rinascimentali (cannoniere), e resistette a vari assedi, tra cui quello di Giacomo Caldora nel 1433. Qui soggiornarono personaggi come Maria d’Enghien e, nel 1480, partì Alfonso II per liberare Otranto dai Turchi. Dal 1933 è di proprietà dei conti Martini Carissimo, che lo restaurarono dopo la tromba d’aria del 1897.
Architettura e leggende
La pianta triangolare è unica, con tre muri di 88, 107 e 110 metri. La Torre Quadrata (o del Maschio) è il nucleo più antico, di epoca normanna, mentre le torri cilindriche sono angioine. Al vertice nord, la Torre dello Sperone sembra la prua di una nave: da lì la vista è mozzafiato. La leggenda della ‘Oria Fumosa racconta di una foschia magica che avvolge il castello al tramonto, quando le pietre si tingono di rosso. Un’altra storia parla di Bianca Guiscardi, che si gettò dalla Torre del Salto per sfuggire a un corteggiatore indesiderato.
La piazza d’armi e la cripta
All’interno sorge una vastissima piazza d’armi, capace di ospitare fino a 5000 soldati. Un tempo era il cuore difensivo del castello. Ai piedi della Torre del Salto si trova la cripta dei Santi Crisante e Daria, antichi protettori di Oria. È una chiesa ipogea fatta edificare dal vescovo Teodosio nell’800 circa, con affreschi di epoca basiliana. Entrarci è come fare un tuffo nel Medioevo, un luogo silenzioso che contrasta con l’imponenza della fortezza.
Perché visitarlo
Tre buoni motivi: primo, è gratuito – puoi entrare senza spendere un euro, il che è raro per un castello così imponente. Secondo, la vista dalla Torre dello Sperone è tra le più ampie del Salento: nelle giornate limpide si vede fino al mare. Terzo, la cripta dei Santi Crisante e Daria è un piccolo gioiello nascosto, spesso ignorato dai visitatori frettolosi. Portati una torcia per apprezzare meglio gli affreschi.
Quando andare
Il momento perfetto è il tramonto. La luce dorata accende le pietre e la leggenda dell’Oria Fumosa prende vita. L’atmosfera è magica, con il castello che sembra fiammeggiare. Evita le ore centrali d’estate, quando il sole picchia forte e la pietra bianca riflette il calore. Meglio la primavera o l’autunno, quando l’aria è fresca e i colori del paesaggio sono più vividi.
Nei dintorni
A pochi passi, il centro storico di Oria merita una passeggiata tra vicoli bianchi e botteghe artigiane. Da non perdere la Cattedrale di Oria con la sua cripta. Se ami la natura, il Bosco di Oria è un luogo rilassante per una camminata all’ombra degli alberi. Oppure, seguire la Via Appia (oggi percorso turistico) ti porterà attraverso paesaggi antichi fino a Brindisi o Taranto.