Un gioiello federiciano sul porto
Il Castello Svevo di Brindisi è una di quelle fortezze che ti lasciano a bocca aperta. Affacciato sul porto interno, sembra vegliare sulla città da secoli. Io l’ho visto in una mattina d’autunno, con la luce che accarezzava le pietre. L’ingresso è gratuito un weekend al mese, ma devi prenotare. Entrare qui significa camminare tra stanze che hanno visto re, prigionieri e persino il G7. La Marina Militare lo usa ancora oggi, ma lo apre al pubblico con visite guidate. Non è solo un monumento: è un pezzo di storia vissuta.
Storia e cronistoria
La costruzione iniziò nel 1227 per volere di Federico II, durante la Sesta Crociata. Nel tempo fu ampliato dagli Angioini e poi dagli Aragonesi, che aggiunsero l’antemurale e i torrioni circolari. Nel 1814 Murat lo trasformò in carcere. Dal 1909 è della Marina Militare. Nel 1943 ospitò re Vittorio Emanuele III. Ecco i momenti chiave:
Architettura tra Svevi e Aragonesi
La forma trapezoidale è quella originale sveva, con un cortile centrale. Ci sono sette torri: due circolari, tre quadrate e una pentagonale. Il mastio d’ingresso è imponente. La cinta esterna, del XV-XVI secolo, ha torrioni rotondi per l’artiglieria. Il fossato interno fu coperto da volte, creando ambienti sotterranei. Da non perdere la catena angioina, che chiudeva il porto, e la torretta della ferrata, con incisioni dei prigionieri. Camminare qui è come fare un salto indietro nel tempo.
Dalle prigioni al G7
Questo castello ha una doppia anima. Da una parte, le prigioni: la torretta della ferrata è piena di graffiti lasciati dai detenuti, alcuni del Cinquecento. Nomi, date, preghiere. Dall’altra, lo sfarzo: nel 2024 ha ospitato la cena del G7. Prima ancora, nel 1943, era la residenza del re. Una volta visitato, mi sono chiesta: come si fa a passare dalle celle ai banchetti internazionali? Eppure, è tutto qui, sotto lo stesso tetto.
Tre buoni motivi per andare
Primo: è gratuito. Le visite guidate non costano nulla, ma devi prenotare sul sito pastpuglia.it. Secondo: è un sito militare attivo, quindi è un’occasione unica per vedere un luogo solitamente inaccessibile. Terzo: la vista sul porto di Brindisi è stupenda. Durante la visita, la guida racconta aneddoti che non trovi nei libri. Insomma, un’esperienza che unisce storia, architettura e un pizzico di esclusività.
Il momento giusto
Le visite sono solo il sabato e la domenica di un weekend al mese, con turni alle 9:00 e alle 10:30. Io consiglio la mattina presto: il castello si illumina lentamente, e il porto è ancora tranquillo. In primavera o autunno il clima è perfetto. D’estate fa caldo, ma all’interno si sta bene. L’importante è arrivare puntuali e con un documento d’identità.
Completare la giornata a Brindisi
Dopo la visita, ti consiglio due cose. La prima: le Colonne Romane sul lungomare, simbolo della città. Sono a pochi minuti a piedi. La seconda: una passeggiata sul porto, magari con un gelato. Se hai tempo, il centro storico con la Cattedrale merita una visita. Brindisi è piccola ma piena di fascino, e il castello ne è il cuore.