Cimitero Monumentale di Staglieno: un museo a cielo aperto a Genova

Benvenuti al Cimitero Monumentale di Staglieno, un vero scrigno d’arte a cielo aperto nel cuore di Genova. Con oltre 1.800 opere e 10.000 tombe, è uno dei cimiteri monumentali più grandi d’Europa. Qui riposano personaggi come Giuseppe Mazzini e Fabrizio De André. Ecco cosa non perdere:
Le sculture di Santo Varni e Giulio Monteverde: capolavori del realismo e del simbolismo.
La tomba di Caterina Campodonico: la venditrice di noccioline immortalata in marmo.
Il Pantheon e la statua della Fede: punti focali dell’architettura neoclassica.
Orari pratici: tutti i giorni 7:30-17:00, ingresso gratuito.

Copertina itinerario Cimitero Monumentale di Staglieno: un museo a cielo aperto a Genova
Il Cimitero Monumentale di Staglieno, a Genova, è un immenso museo all’aperto con 330.000 mq di statue e cappelle. Tra le opere di Monteverde e Varni, riposano Mazzini e De André. Ingresso libero, visita consigliata 1 ora.

Cose da sapere


Introduzione: un museo a cielo aperto

330.000 mq di statue, cappelle e viali alberati: il Cimitero Monumentale di Staglieno è un immenso museo all’aperto. Con 1.800 opere d’arte e 10.000 tombe, è considerato uno dei tre cimiteri monumentali più importanti del mondo, insieme al Père Lachaise di Parigi e alla Recoleta di Buenos Aires. Passeggiare qui significa immergersi in un’epoca, tra sculture di marmo e bronzo che raccontano storie di borghesia genovese, arte e memoria. L’atmosfera è romantica, lontana da ogni macabro: la morte diventa celebrazione della vita.

Cenni storici

Progettato da Carlo Barabino nel 1835 e completato da Giovanni Battista Resasco, il cimitero aprì il 2 gennaio 1851. Nato dall’editto napoleonico che vietava sepolture in città, si estende oggi su 330.000 mq. Nel 1902 fu aggiunto il tempio crematorio. Le sezioni si ampliarono includendo cimiteri per comunità protestante, ebraica e greco-ortodossa. Tra i visitatori illustri: Nietzsche, Maupassant e Mark Twain.

  • 1835: progetto di Barabino
  • 1844: inizio lavori
  • 1851: apertura
  • 1902: tempio crematorio

Le sculture che incantano

Al centro troneggia la Statua della Fede di Santo Varni, alta 9 metri. Tra i capolavori, l’Angelo di Monteverde sulla tomba Oneto, simbolo di grazia e malinconia. La tomba di Caterina Campodonico (la ‘venditrice di noccioline’) ritrae la popolana in grandezza naturale, voluta da lei stessa. Gli stili spaziano dal neoclassicismo al liberty, passando per egiziano e mesopotamico. Ogni scultura è un pezzo unico, realizzato da maestri come Lorenzo Orengo e Augusto Rivalta. La morte qui è raccontata senza orrore, come passaggio naturale.

Personaggi illustri e tombe celebri

A Staglieno riposano giganti della storia e della cultura: Giuseppe Mazzini nel suo mausoleo, Fabrizio De André (cenotafio), Ferruccio Parri, Nino Bixio, Gilberto Govi e Edoardo Sanguineti. C’è anche Constance Lloyd, moglie di Oscar Wilde. Non mancano figure popolari come Caterina Campodonico. Le loro tombe sono vere e proprie opere d’arte, spesso meta di pellegrinaggio. Tra i più curiosi, le cappelle in stile egizio e liberty, e il Boschetto Irregolare con 2.501 cappelle. Un museo della memoria che emoziona.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi: ingresso libero (si visita in circa un’ora), capolavori dell’Ottocento e Novecento a portata di mano, e un’atmosfera unica tra arte e natura. Qui hanno camminato Nietzsche e Mark Twain; le statue immortalano la borghesia genovese tra realismo e simbolismo. Perfetto per una pausa culturale diversa dal solito. E poi, le copertine dei Joy Division? Sì, sono state scattate qui, tra le tombe Appiani e Ribaudo. Un luogo che ispira.

Quando andare

Il momento migliore? La mattina presto, quando la luce radente accarezza le sculture e il silenzio è rotto solo dal fruscio degli alberi. In autunno, i colori caldi delle foglie contrastano con il bianco del marmo. Evita le ore centrali in estate, ma il cimitero è aperto tutto l’anno dalle 7:30. Porta scarpe comode e una macchina fotografica: ogni angolo merita uno scatto.

Nei dintorni

Il cimitero si trova nel quartiere di Staglieno, immerso nella Val Bisagno. Dopo la visita, concediti una passeggiata tra le vie del quartiere, dove l’atmosfera genovese si respira nei piccoli negozi e nei vicoli. Se hai tempo, il centro storico di Genova dista pochi chilometri, con i suoi palazzi dei Rolli e l’acquario. Ma anche restare nel quartiere offre scorci autentici di vita locale.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Lo sapevi che il Cimitero di Staglieno ha ispirato le copertine di due album dei Joy Division? La tomba della famiglia Ribaudo appare su ‘Love Will Tear Us Apart’, mentre quella degli Appiani su ‘Closer’. Mark Twain, dopo una visita nel 1867, lo definì ‘uno dei più bei cimiteri d’Europa’. E Friedrich Nietzsche ne rimase affascinato durante il suo soggiorno genovese.