Introduzione
Sull’isolotto dello Scoglietto, di fronte a Portoferraio, sorge un faro che sembra uscito da una fiaba. Costruito nel 1910, con la sua torre circolare in stile neogotico e le merlature, domina le acque cristalline. Oggi è automatizzato, ma la sua presenza rende l’area un luogo magico per chi ama il mare. Intorno, l’area marina protetta pullula di vita: cernie, saraghi, posidonia. Un angolo dell’Elba dove storia e natura si fondono, perfetto per una giornata di snorkeling tra i fondali più ricchi del Mediterraneo.
Cenni storici
Il Faro dello Scoglietto fu costruito nel 1910 dalla Regia Marina per illuminare l’isolotto durante la notte. Distrutto durante la seconda guerra mondiale, venne ricostruito nel 1945 assumendo l’aspetto attuale. La torre circolare in pietra, con finestre ad arco a sesto acuto e merlature, è in stile neogotico. Un tempo presidiato da guardiani, oggi è completamente automatizzato e alimentato a energia fotovoltaica. La sua luce, due lampi bianchi ogni 6 secondi, è visibile fino a 5 miglia nautiche.
- 1910: costruzione del faro
- 1945: ricostruzione dopo la guerra
- 1971: istituzione della zona di tutela biologica
- Oggi: faro automatizzato, area protetta per snorkeling
Snorkeling nell’area protetta
Le acque intorno allo Scoglietto sono una delle migliori zone per lo snorkeling in Toscana. Dal 1971 è area di tutela biologica, con divieto assoluto di pesca. Qui si incontrano cernie giganti che non temono i sub, branchi di corvine e barracuda, e praterie di posidonia. Due i percorsi principali: la Franata, un fondale degradante adatto ai principianti, e i Grottoni, per esperti, con caverne ricche di spugne e crostacei. L’acqua è limpida, quasi senza corrente. Un’esperienza che ti fa sentire in un acquario naturale.
Architettura del faro
Il faro è un esempio di architettura neogotica marinara. La torre circolare, alta 8 metri, poggia su un basamento a scarpa in pietra. Addossato c’è un fabbricato quadrangolare che un tempo ospitava i guardiani. Porte e finestre hanno archi a sesto acuto, mentre la parte superiore è decorata da merlature sporgenti. Sulla sommità, la lanterna metallica circolare è affiancata da pannelli solari. Tutto è in pietra a vista, con un fascino rustico che evoca i vecchi fari presidiati. Oggi, l’edificio è in disuso, ma la struttura è ben conservata.
Perché visitarlo
Primo motivo: lo snorkeling. L’area protetta è unica all’Elba per biodiversità: cernie, murene, aragoste, e persino aquile di mare. Secondo: il faro è un set fotografico perfetto, con la torre che spunta dall’isolotto roccioso. Terzo: la storia. Sapere che quel faro ha guidato i marinai per oltre un secolo e che è sopravvissuto alla guerra aggiunge fascino. E poi, è facilissimo da raggiungere: basta una nuotata dalla spiaggia delle Ghiaie o un breve giro in barca.
Quando andare
Il momento migliore? Tra maggio e settembre, quando l’acqua è calda (fino a 25°C) e la visibilità è eccellente. Se vuoi evitare la folla, scegli giugno o settembre. La mattina presto, il mare è calmo e il sole illumina il faro da est, creando riflessi magici. Anche in primavera, con l’acqua più fresca, si possono vedere i fondali con meno sub intorno. D’inverno, l’isolotto è spettacolare durante le mareggiate, ma non per lo snorkeling.
Nei dintorni
A due passi, la spiaggia delle Ghiaie è il punto di partenza ideale per nuotare fino allo Scoglietto. Se preferisci un tuffo in acque protette, vai a Capo Bianco, una caletta di ciottoli bianchi poco distante. Per gli appassionati di trekking, il Cammino dei fari e dei semafori collega il faro ad altri punti panoramici dell’Elba, con viste mozzafiato sul mare. E a Portoferraio, i ristoranti sul porto offrono pesce fresco e piatti tipici.