Museo Tattile Statale Omero: l’arte da toccare ad Ancona

Il Museo Tattile Statale Omero ad Ancona è l’unico museo tattile statale in Italia, ospitato nella settecentesca Mole Vanvitelliana firmata da Luigi Vanvitelli. Nato nel 1993 da un’idea di Aldo Grassini e Daniela Bottegoni, entrambi non vedenti, permette di esplorare l’arte con le mani grazie a oltre 200 opere. Qui l’ingresso è gratuito e ogni scultura è pensata per essere toccata, senza barriere architettoniche.
Cosa lo rende unico:
– Oltre 200 opere tutte toccabili, dai calchi classici alle sculture originali del Novecento
– La Collezione Design con 32 icone italiane come la Moka Bialetti e la Vespa
– Ingresso gratuito (5 € solo per la sezione Design)
– Percorso multisensoriale pensato davvero per tutti, con materiali in Braille


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Museo Tattile Statale Omero: l'arte da toccare ad Ancona
Alla Mole Vanvitelliana di Ancona, il Museo Tattile Statale Omero fa toccare oltre 200 opere: calchi classici, sculture originali e 32 icone del design italiano. Ingresso gratuito, aperto a tutti.

Cose da sapere


Introduzione: l’arte si tocca

Se pensi a un museo, immagini occhi e il cartello ‘vietato toccare’. Qui funziona al contrario. Il Museo Tattile Statale Omero vive dentro la Mole Vanvitelliana, l’edificio pentagonale sull’acqua del porto di Ancona, e ti invita a esplorare l’arte con le mani. Non è una trovata: è una delle poche realtà al mondo pensata per l’educazione estetica delle persone non vedenti e ipovedenti, ma aperta davvero a tutti. Appena entri capisci che il tatto non è un ripiego, è un altro modo di conoscere. I calchi in gesso, le sculture, i modellini architettonici e gli oggetti di design sono lì, a portata di mano, senza vetrine che ti separano. È un’esperienza che all’inizio spiazza un po’ e poi ti prende. Ti ritrovi a ‘vedere’ con le dita la Venere di Milo o il Partenone, e scopri dettagli che l’occhio da solo non racconta mai.

Cenni storici

Il museo nasce dall’idea di Aldo Grassini e Daniela Bottegoni, entrambi non vedenti, che immaginano un luogo dove l’arte si tocchi. La spinta arriva nei primi anni ’90 e nel 1993 il Comune di Ancona lo istituisce, su ispirazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Il passo decisivo è la Legge 452 del 25 novembre 1999, che lo consacra Museo Statale, con la missione di promuovere l’integrazione culturale delle persone con disabilità visiva. Nel 2012 il trasferimento nella Mole Vanvitelliana, dove oggi occupa spazi su quattro livelli. Nel 2021 si aggiunge la Collezione Design, con 32 icone del made in Italy.

  • 1993: istituzione a cura del Comune di Ancona
  • 1999: riconoscimento come Museo Statale
  • 2012: trasferimento alla Mole Vanvitelliana
  • 2021: nasce la sezione Design

La collezione: un’enciclopedia da toccare

Qui l’arte si sfoglia come un libro, ma in tre dimensioni. Il percorso raccoglie oltre 200 opere che coprono ogni epoca: dalle copie dell’antica Grecia ai capolavori di Michelangelo e Canova, quasi tutte a grandezza naturale. Trovi la Venere di Milo, la Nike di Samotracia, il Discobolo, la Lupa capitolina, e poi i modellini architettonici del Partenone, del Pantheon e della Basilica di San Pietro. Il bello è che puoi seguire le forme con le dita, sentire i volumi, le curve, le superfici. Accanto ai calchi ci sono oltre 60 sculture originali del Novecento e contemporanee, firmate da De Chirico, Marini, Martini, Messina, Pomodoro, Pistoletto e altri. Non è una raccolta polverosa: è un racconto che passa dalle mani alla testa.

Il design italiano a portata di mano

Dal 2021 il museo ha una sezione che vale da sola la visita: 32 oggetti iconici del design italiano, tutti premiati o menzionati al Compasso d’Oro, dagli anni ’60 a oggi. E sì, anche qui si tocca. La Moka Bialetti, la Vespa Piaggio, la seduta Louis Ghost, la macchina da scrivere Valentine: pezzi che hai visto mille volte in foto e che qui scopri nel loro vero spessore, nel peso, nelle superfici. È una sezione in un’ala separata della Mole e ha un piccolo biglietto d’ingresso, ma per chi ama gli oggetti ben fatti è una chicca. Ti accorgi che il design è fatto di dettagli – una maniglia, una curva, una vite – che l’occhio spesso salta e che la mano invece registra subito.

Accessibilità e laboratori

Il museo è un esempio di come si abbattono le barriere, fisiche e culturali. Il percorso è privo di barriere architettoniche, ci sono carrozzine a disposizione, pannelli in nero e Braille e pedane mobili per esplorare le parti alte delle sculture. I cani guida sono ammessi. Il Dipartimento Educazione organizza visite guidate bendate e laboratori multisensoriali per scuole, famiglie e gruppi, con un servizio gratuito di educazione artistica per non vedenti e ipovedenti. Ci sono anche corsi per insegnanti e un centro di documentazione specializzato in accessibilità museale. La cosa forte è che tutto questo non è riservato: anche chi ci vede benissimo partecipa e si diverte. Il museo pubblica la rivista ‘Aisthesis’ e materiali in Braille o audio.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti. Primo: l’ingresso è gratuito (solo la Collezione Design costa 5 euro), quindi un’esperienza così non pesa sul budget. Secondo: è un museo davvero per tutti – non vedenti, ipovedenti, bambini, adulti – e toccare le opere cambia il modo in cui le ricordi, anche se di musei ne hai visti cento. Terzo: la sede, la Mole Vanvitelliana, è già di per sé una visita, un edificio settecentesco pentagonale sull’acqua progettato da Luigi Vanvitelli come lazzaretto. E poi c’è la parte didattica: laboratori, visite bendate, attività che trasformano una passeggiata in un gioco. Se cerchi un museo che ti resti addosso anche dopo, questo è quello giusto.

Quando andare

Il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando la luce sul porto si fa dorata e le sale sono più tranquille. La domenica invece l’apertura è lunga e c’è più tempo per seguire i laboratori. Se puoi, evita i weekend più affollati e scegli un feriale pomeridiano: avrai le opere quasi per te. In primavera e inizio autunno la passeggiata intorno alla Mole è piacevolissima, con l’aria di mare che accompagna l’uscita. Dal 1° aprile al 31 ottobre il venerdì apre prima, alle 14: un’occasione per iniziare senza fretta. Insomma, non c’è una stagione sbagliata: è un museo da interno, perfetto anche in una giornata di pioggia.

Nei dintorni

Uscendo, la Mole Vanvitelliana merita un giro completo: il camminamento esterno sull’acqua è una passeggiata a sé. Poco lontano puoi raggiungere l’Arco di Traiano e il porto antico, tra le tracce romane della città. Se hai voglia di salire, la Cattedrale di San Ciriaco sul colle Guasco regala una vista sul mare e sulla Mole dall’alto: dopo aver toccato l’arte, goderti il panorama è il completamento naturale della giornata. E per chi vuole restare in tema culturale, il centro di Ancona tra Porta Pia e corso Garibaldi è ricco di botteghe e caffè dove fermarsi un momento prima di ripartire.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Il museo nasce dalla reazione di Aldo Grassini al divieto di toccare le opere nei musei tradizionali: da lì l’idea di un luogo dove le mani diventano lo strumento per conoscere l’arte. Nel percorso trovi pedane mobili per raggiungere le parti alte delle sculture e descrizioni in Braille e a grandi caratteri. Il nome omaggia il poeta Omero, cieco, simbolo di una conoscenza che va oltre la vista.