Cosa vedere a Rieti: 12 tappe tra santuari francescani, terme romane e borghi medievali


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per chi cerca autenticità lontano dal turismo di massa, tra storia millenaria e paesaggi incontaminati della Sabina.
  • Centro storico medievale di Rieti con la Basilica di Sant'Agostino e l'Arco di Bonifacio VIII.
  • Santuari francescani come Fontecolombo e Santa Maria della Foresta, legati a San Francesco.
  • Borghi arroccati come Cottanello con l'eremo rupestre e Fara in Sabina con l'abbazia benedettina.
  • Siti archeologici romani e preromani: Terme di Vespasiano, Trebula Mutuesca e Res Publica Aequiculorum.

Eventi nei dintorni


La Provincia di Rieti ti sorprende con un territorio ricco di storia e natura. Rieti città conserva un centro storico medievale perfettamente intatto, con la Basilica di Sant'Agostino e l'Arco di Bonifacio VIII. I santuari francescani come Fontecolombo e Santa Maria della Foresta ti portano sulle orme di San Francesco. Fuori città, scopri borghi arroccati come Cottanello con il suo eremo e Fara in Sabina con l'abbazia benedettina. Le Terme di Vespasiano a Cittaducale testimoniano l'antica vocazione termale della zona. È un territorio autentico, lontano dal turismo di massa, dove ogni paese racconta una storia diversa.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Santuario di Fontecolombo

Santuario di FontecolomboSe cerchi un luogo che unisca spiritualità e natura, il Santuario di Fontecolombo è una tappa imperdibile nella provincia di Rieti. Noto come il 'Sinai francescano', qui san Francesco d'Assisi si ritirò nel 1223 per redigere la Regola definitiva dell'Ordine, approvata da Papa Onorio III. Il complesso sorge a circa 5 km da Rieti, immerso in un bosco di lecci secolari lungo le pendici del Monte Rainero. La visita inizia dalla chiesa della Maddalena, costruita nel XV secolo, dove spicca l'affresco della Crocifissione attribuito a Giovanni di Pietro detto lo Spagna. Proseguendo si raggiunge il cuore del santuario: la grotta-sacello dove Francesco ricevette la visione che lo confermò nella stesura della Regola. Accanto, la cappella della Maddalena conserva tracce di affreschi trecenteschi. Non perdere il chiostro rinascimentale con il pozzo centrale e il refettorio, dove un affresco ricorda il miracolo della vite. Il sentiero che porta al santuario è un'esperienza di per sé: si cammina lungo il Viale degli Olmi, piantato nel 1926, con punti panoramici sulla Valle Santa reatina. L'atmosfera è di raccoglimento assoluto, resa ancora più suggestiva dai rumori del bosco e dall'acqua della fonte che dà il nome al luogo. Perfetto per una pausa rigenerante, il santuario offre anche un'area picnic ombreggiata.

Santuario di Fontecolombo

Terme di Vespasiano o Terme di Cotilia

Terme di Vespasiano o Terme di CotiliaLe Terme di Vespasiano, conosciute anche come Terme di Cotilia, rappresentano uno dei siti archeologici più affascinanti della provincia di Rieti. Situate a Cittaducale, queste antiche terme romane devono il loro nome all'imperatore Vespasiano, che le fece costruire nel I secolo d.C. sfruttando le proprietà benefiche delle acque sulfuree locali. Ciò che rende unico questo luogo è la perfetta fusione tra storia millenaria e benessere naturale: le acque che sgorgano qui sono ricche di zolfo e sali minerali, con temperature che raggiungono i 23°C tutto l'anno. Il complesso termale originale comprendeva piscine, ambienti riscaldati e spazi per i trattamenti, di cui oggi si possono ammirare i suggestivi resti. La particolarità delle Terme di Cotilia sta nella loro doppia vocazione: da un lato sono un importante sito archeologico, dall'altro le loro acque continuano ad essere utilizzate per scopi terapeutici. La posizione, immersa nel paesaggio collinare della Sabina, aggiunge un ulteriore valore al luogo, creando un'atmosfera di totale relax. Per chi visita la provincia di Rieti, queste terme offrono un'esperienza completa: si possono esplorare le rovine romane, conoscere la storia dell'antica Cotilia e apprezzare le proprietà delle acque che hanno attratto visitatori fin dall'epoca imperiale.

Terme di Vespasiano o Terme di Cotilia

Eremo di San Cataldo

Eremo di San CataldoL'Eremo di San Cataldo a Cottanello è uno di quei luoghi che ti fanno sentire fuori dal tempo. Arroccato a 750 metri di altitudine sul Monte Tancia, questo complesso monastico del XII secolo sembra quasi fondersi con la roccia che lo ospita. La particolarità che colpisce subito è la sua architettura rupestre: le celle dei monaci sono scavate direttamente nella parete rocciosa, creando un connubio unico tra opera umana e natura. L'accesso avviene attraverso un sentiero panoramico che si snoda tra boschi di querce e lecci, regalando scorci mozzafiato sulla Valle del Tancia. All'interno, oltre alla chiesetta con i suoi affreschi medievali, si possono ammirare i resti del chiostro e il sistema di cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, testimonianza dell'ingegnosità dei monaci benedettini che qui vissero in isolamento. La posizione isolata ha preservato l'atmosfera di raccoglimento: il silenzio è rotto solo dal vento e dal canto degli uccelli. Per chi cerca un'esperienza autentica, consiglio di visitare al mattino presto, quando la luce del sole illumina le pareti rocciose creando giochi di ombre spettacolari. L'eremo è raggiungibile solo a piedi, con una camminata di media difficoltà che richiede scarpe comode. Non ci sono servizi nelle immediate vicinanze, quindi portatevi acqua e qualcosa da mangiare. Il periodo migliore per la visita è da aprile a ottobre, quando le condizioni meteorologiche sono più favorevoli.

Eremo di San Cataldo

Abbazia di San Martino

Abbazia di San MartinoL'Abbazia di San Martino a Fara in Sabina è uno di quei luoghi che ti colpisce per la sua essenzialità romanica e l'atmosfera sospesa nel tempo. Arrivando dal centro storico di Fara, si scorge subito la sua torre campanaria che svetta tra gli ulivi, un richiamo silenzioso che invita alla scoperta. Fondata nel X secolo dai monaci benedettini, l'abbazia conserva ancora oggi la sua struttura originaria con la chiesa a tre navate e l'abside semicircolare. Entrando, si nota subito il cielo stellato dipinto sulla volta del presbiterio, un dettaglio raro che cattura lo sguardo e racconta secoli di devozione. I capitelli decorati con motivi vegetali e figure zoomorfe sono un altro elemento di pregio, testimonianza della maestria degli artigiani medievali. L'abbazia è stata per secoli un importante centro spirituale e culturale della Sabina, punto di riferimento per i pellegrini che percorrevano le vie della fede. Oggi, visitarla significa immergersi in un'atmosfera di pace, lontano dal caos, dove il tempo sembra essersi fermato. Il chiostro, sebbene parzialmente conservato, regala angoli suggestivi con i suoi archi a tutto sesto e il pozzo centrale. Durante le festività, l'abbazia torna a vivere con celebrazioni e concerti di musica sacra che valorizzano l'acustica naturale degli spazi. Per chi ama la storia e l'arte, è un tassello fondamentale per comprendere il patrimonio della provincia di Rieti, un luogo che unisce spiritualità e bellezza in modo autentico.

Abbazia di San Martino

Trebula Mutuesca

Trebula MutuescaSe cerchi un luogo dove la storia prende vita senza troppi fronzoli, Trebula Mutuesca è la risposta giusta. Questo sito archeologico a Monteleone Sabino ti catapulta direttamente nell'epoca dei Sabini, con resti che parlano chiaro: qui si viveva, si commerciava e si pregava. Il cuore del sito è l'anfiteatro romano, uno dei meglio conservati del Lazio settentrionale, che ti fa immaginare le lotte dei gladiatori sotto gli occhi di migliaia di spettatori. Poco distante, i resti delle terme pubbliche mostrano come i romani amassero il relax, con sistemi di riscaldamento ancora visibili. Ma non è solo roba romana: il Santuario di Feronia, dea sabina della fertilità, ti racconta le radici più antiche di questo popolo. Camminando tra i sentieri sterrati, incontri le fondamenta di case e botteghe che ti fanno capire come fosse organizzata la vita quotidiana. Il bello? L'ingresso è gratuito e puoi esplorare liberamente, senza guide obbligatorie. Portati acqua e scarpe comode perché il terreno è irregolare. Se vuoi approfondire, i pannelli informativi spiegano bene cosa stai guardando. Attenzione: d'estate fa caldo, meglio visitare al mattino presto o nel tardo pomeriggio. Un consiglio pratico: parcheggia nell'area attrezzata all'ingresso e poi procedi a piedi. Non aspettarti servizi di ristoro sul posto, organizzati prima.

Trebula Mutuesca

Santa Maria del Piano

Santa Maria del PianoSe cerchi un luogo che ti faccia sentire lontano dal caos e dal tempo, Santa Maria del Piano a Pozzaglia Sabina è la risposta perfetta. Questa chiesetta romanica del XII secolo sorge isolata in mezzo alla campagna, circondata da dolci colline punteggiate di ulivi. La sua posizione solitaria non è casuale: era un punto di sosta importante per i pellegrini che percorrevano l'antica via Francigena del Sud. L'esterno in pietra locale mantiene intatto il fascino medievale, con la facciata semplice e il campanile a vela che svetta contro il cielo. Entrando, ti colpisce subito l'atmosfera raccolta e quasi mistica. L'interno a navata unica conserva tracce di affreschi trecenteschi, anche se il tempo ne ha offuscato i colori. Quello che più impressiona è il silenzio: qui non senti altro che il vento tra gli alberi e forse il campanello di qualche pecora in lontananza. La chiesa è stata restaurata di recente, ma senza stravolgerne l'essenza. Vale la pena osservare da vicino l'abside semicircolare e i particolari architettonici che raccontano secoli di storia sabina. Non aspettarti orari di apertura fissi: spesso la chiesa è chiusa, ma basta chiedere informazioni al comune di Pozzaglia Sabina per organizzare la visita. Il momento migliore? Un pomeriggio d'autunno, quando la luce calda esalta i colori della pietra e le colline si tingono d'oro.

Santa Maria del Piano

Basilica di Sant'Agostino

Basilica di Sant'AgostinoLa Basilica di Sant'Agostino si erge maestosa nel centro storico di Rieti, un capolavoro gotico che cattura immediatamente l'attenzione con la sua facciata in pietra locale. Entrando, si viene avvolti da un'atmosfera di sacralità e storia: l'interno a navata unica conserva affreschi trecenteschi di rara bellezza, tra cui spiccano quelli della scuola umbro-marchigiana. La cappella di destra ospita il monumento funebre di Giovanni da Rieti, un'opera scultorea che testimonia l'importanza della basilica nella vita cittadina medievale. Non perdete il chiostro adiacente, un angolo di pace dove il tempo sembra essersi fermato, con archi a sesto acuto e un pozzo centrale che racconta secoli di storia francescana. La basilica fu fondata nel XIII secolo e ampliata successivamente, diventando un punto di riferimento per l'ordine agostiniano. Oggi, oltre alle funzioni religiose, ospita occasionali concerti di musica sacra che valorizzano l'acustica eccezionale dell'edificio. La posizione è strategica: a pochi passi da Piazza San Rufo e dal Duomo, perfetta per inserirla in un itinerario a piedi nel cuore di Rieti. L'ingresso è gratuito, ma controllate gli orari di apertura che possono variare nelle festività.

Basilica di Sant'Agostino

Arco di Bonifacio VIII

Arco di Bonifacio VIIIL'Arco di Bonifacio VIII si trova nel cuore del centro storico di Rieti, proprio lungo via Roma, ed è uno dei monumenti più significativi della città. Questo arco gotico risale al XIII secolo e fu costruito per celebrare la visita di Papa Bonifacio VIII nel 1298. Non è solo un semplice passaggio, ma un simbolo del potere papale nell'area della Sabina. La struttura in pietra locale presenta una forma a sesto acuto tipica dell'architettura medievale, con decorazioni sobrie ma eleganti che ricordano l'importanza strategica di Rieti come città di confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Camminare sotto l'arco significa attraversare letteralmente la storia: qui passavano pellegrini, mercanti e eserciti, e ancora oggi collega due parti fondamentali del centro cittadino. La posizione è perfetta per una visita rapida durante un giro del centro storico - si trova a pochi passi dalla Cattedrale e da Piazza San Rufo, considerata il centro geografico d'Italia. L'arco è sempre accessibile e gratuito, illuminato di notte crea un'atmosfera particolarmente suggestiva. Per chi visita Rieti, è una tappa obbligata per comprendere l'evoluzione urbanistica della città e il suo ruolo nella storia medievale italiana. La pietra scura e le forme slanciate dell'arco contrastano piacevolmente con gli edifici circostanti, offrendo ottimi spunti fotografici sia di giorno che con l'illuminazione serale.

Arco di Bonifacio VIII

Museo Civico - sezione storico-artistica

Museo Civico - sezione storico-artisticaIl Museo Civico - sezione storico-artistica di Rieti è un vero gioiello nascosto nel centro storico della città, ospitato all'interno del Palazzo Comunale. Qui non troverai solo una collezione di opere d'arte, ma un vero e proprio viaggio attraverso la storia della Sabina reatina. La sezione storico-artistica si distingue per la sua collezione di dipinti su tavola e tela che spaziano dal Medioevo al Rinascimento, con opere di artisti locali e maestri attivi nel territorio. Tra i pezzi più significativi spiccano le tavole del XIII e XIV secolo che testimoniano la vivacità artistica della zona durante il periodo comunale. Particolarmente interessante è la raccolta di sculture lignee policrome e di oreficeria sacra, che permettono di comprendere l'evoluzione dei gusti e delle tecniche artistiche nel corso dei secoli. La visita al museo offre anche l'opportunità di ammirare reperti che raccontano la storia di Rieti come città di confine dello Stato Pontificio, con documenti e oggetti che illustrano i rapporti con il potere papale. Non mancano le opere di artisti reatini meno conosciuti ma di grande valore documentario, che completano il quadro di una produzione artistica locale ricca e articolata. L'allestimento è pensato per guidare il visitatore attraverso un percorso cronologico e tematico, rendendo la visita accessibile anche a chi non è un esperto d'arte.

Museo Civico - sezione storico-artistica

Santuario Francescano di Santa Maria della Foresta

Santuario Francescano di Santa Maria della ForestaIl Santuario Francescano di Santa Maria della Foresta è uno di quei luoghi che ti fanno sentire la storia nelle pietre. Situato a Rieti, questo santuario è legato indissolubilmente a San Francesco d'Assisi, che vi soggiornò nel 1225 durante un periodo di malattia. È proprio qui che, secondo la tradizione, il santo compose parte del celebre Cantico delle Creature, dettandolo ai suoi confratelli mentre era costretto a letto. L'edificio conserva un'atmosfera di autentica spiritualità francescana, con la sua architettura semplice e raccolta. All'interno, spicca la cappella di San Francesco, dove si trova il giaciglio originale del santo, un semplice pagliericcio che ricorda la sua scelta di povertà radicale. Il chiostro adiacente, con il suo pozzo centrale e le arcate in pietra, invita alla meditazione e al raccoglimento. La chiesa, dedicata a Santa Maria, custodisce affreschi trecenteschi che narrano episodi della vita di Francesco e della Vergine. Un dettaglio che colpisce è la foresta di querce secolari che circonda il complesso, la stessa che ispirò il santo nel celebrare la natura come opera divina. La visita è gratuita e accessibile tutto l'anno, ma ti consiglio di verificare gli orari di apertura, soprattutto se vuoi partecipare alle Messe francescane che si celebrano regolarmente. Per chi cerca un'esperienza fuori dai circuiti più affollati, questo santuario offre un tuffo nella spiritualità più autentica, lontano dal rumore e dalla fretta.

Santuario Francescano di Santa Maria della Foresta

Torre Baccelli

Torre BaccelliArrivando a Fara in Sabina, Torre Baccelli si staglia imponente sul panorama, una sentinella di pietra che racconta secoli di storia sabina. Questa torre medievale, costruita tra il XII e il XIII secolo, faceva parte del sistema difensivo dell'antico castrum di Fara. La sua posizione strategica è evidente: domina l'intera valle del Tevere offrendo una vista mozzafiato che spazia dai Monti Sabini fino a Roma nelle giornate più limpide. La struttura, in pietra locale, conserva intatto il suo fascino austero nonostante i secoli. Salire fino alla torre è un'esperienza che vale la fatica: si percorre un sentiero tra gli uliveti secolari, tipici di questa zona famosa per l'olio DOP Sabina. Una volta raggiunta la base, si può ammirare da vicino l'architettura militare medievale, con le feritoie ancora visibili e i resti delle mura perimetrali. L'accesso è libero tutto l'anno, ma il momento migliore per la visita è il tramonto, quando la luce calda del sole esalta i colori della pietra e crea giochi di ombre spettacolari. Portatevi una macchina fotografica perché i panorami che si godono da qui sono tra i più belli di tutta la Sabina. La torre si trova a breve distanza dal centro storico di Fara in Sabina, raggiungibile con una piacevole passeggiata di circa 15 minuti attraverso viuzze caratteristiche.

Torre Baccelli

Res Publica Aequiculorum

Res Publica AequiculorumSe cerchi un luogo dove la storia prende vita lontano dai circuiti turistici più battuti, Res Publica Aequiculorum è la risposta che fa per te. Questo sito archeologico, situato nella frazione di Pagliara nel comune di Rocca Sinibalda, ti porta direttamente nel cuore dell'antico territorio degli Equicoli, una popolazione italica che ha segnato profondamente questa zona della Sabina. Le rovine si trovano su un colle a circa 700 metri di altitudine, offrendo non solo un viaggio nel tempo ma anche panorami mozzafiato sulla valle del Turano. Camminando tra i resti dell'abitato, puoi ancora riconoscere le tracce dell'impianto urbano originale, con i basamenti delle case e i percorsi viari che raccontano di una comunità organizzata e fiorente. L'area è stata identificata con certezza come l'antica città di Aequiculi, menzionata da autori classici come Plinio il Vecchio, e gli scavi hanno portato alla luce reperti che vanno dal IV secolo a.C. fino all'età imperiale romana. La posizione strategica del sito, dominante la valle, ti fa capire immediatamente perché gli Equicoli avessero scelto proprio questo luogo per insediarsi: il controllo visivo sul territorio era totale. Oggi, visitare Res Publica Aequiculorum significa immergersi in un'atmosfera di quiete e scoperta, lontano dalla folla, dove ogni pietra ha una storia da raccontare. Il sito è accessibile gratuitamente e rappresenta una tappa imperdibile per chi vuole approfondire la storia più antica del Reatino, toccando con mano le radici preromane di questa terra.

Res Publica Aequiculorum