🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per: appassionati di storia e arte, famiglie in cerca di cultura
- Punti forti: centro storico compatto, monumenti simbolo come la Fontana delle 99 Canelle e il Forte Spagnolo
- Da non perdere: la Basilica di Collemaggio, il Museo Nazionale d'Abruzzo, la cucina abruzzese
- Consiglio: visita in primavera o autunno per temperature miti
Eventi nei dintorni
Sei pronto a scoprire L'Aquila? Questa città abruzzese, ricostruita dopo il terremoto del 2009, custodisce un patrimonio storico-artistico straordinario. Passeggiando per il centro storico, ti imbatterai nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, capolavoro romanico-gotico, e nella Basilica di San Bernardino con la sua facciata rinascimentale. Non perdere la Fontana delle 99 Canelle, simbolo della città, e il Forte Spagnolo, imponente fortezza del Cinquecento. Per gli appassionati d'arte, il Museo Nazionale d'Abruzzo ospita reperti archeologici e opere d'arte. Tra le piazze, spicca Piazza del Palazzo con il suo elegante palazzo comunale. Questo itinerario ti guiderà attraverso i monumenti più iconici, svelando angoli meno noti come l'Auditorium del Parco di Renzo Piano. L'Aquila è una meta perfetta per un weekend culturale, tra storia, arte e buona cucina.
Panoramica
Itinerari nei dintorni
Basilica di Santa Maria di Collemaggio: gioiello romanico e Porta Santa
- Vai alla scheda: Basilica di Santa Maria di Collemaggio: la prima Porta Santa e la Perdonanza
- Via San Josemaría Escrivà, L'Aquila (AQ)
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Entrare nella basilica di Santa Maria di Collemaggio è come fare un salto indietro nel tempo, tra fede, arte e storia. Fondata nel 1287 per volere di Pietro da Morrone (futuro papa Celestino V) dopo una visione della Vergine, questa chiesa è il simbolo de L'Aquila. La facciata, un capolavoro di pietre bianche e rosse disposte a motivi geometrici, ti colpisce subito: tre portali e tre rosoni, di cui quello centrale è finemente intagliato. All'interno, tre navate con archi ogivali su pilastri ottagonali e un soffitto ligneo a vista creano un'atmosfera solenne. Non perdere il Mausoleo di Celestino V, opera rinascimentale di Girolamo da Vicenza del 1517, che custodisce le spoglie del papa. Ma il vero gioiello è la Porta Santa sul fianco sinistro: è la prima nella storia della cristianità, aperta ogni anno dal 28 al 29 agosto per la Perdonanza Celestiniana, un giubileo annuale istituito nel 1294. Dopo il devastante terremoto del 2009, la basilica è stata restaurata con cura, riaprendo nel 2017 e vincendo nel 2020 il Premio del Patrimonio Culturale dell'Unione Europea. Oggi è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 21, con accesso facilitato per disabili. Salendo sul colle, goditi anche la vista sul Gran Sasso e sul centro storico. Un luogo che racconta secoli di fede e resilienza.
Basilica di San Bernardino: scrigno rinascimentale aquilano
- Piazza San Bernardino, L'Aquila (AQ)
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Salendo l'elegante scalinata che da via Fortebraccio porta al cuore del quarto di Santa Maria, vi trovate davanti alla candida facciata rinascimentale della Basilica di San Bernardino. Un'opera iniziata nel 1454 per custodire le spoglie del santo senese, morto all'Aquila nel 1444, e completata nel 1472. Il prospetto, firmato da Cola dell'Amatrice (1525-1542), è un tripudio di ordini dorico, ionico e corinzio, con i trigrammi JHS ai lati del rosone. Entrate e rimarrete a bocca aperta: l'interno barocco, ricostruito dopo il terremoto del 1703, è dominato dal soffitto ligneo intagliato e dorato di Ferdinando Mosca (1724), dove al centro spicca il monogramma bernardiniano. Ma il vero tesoro è il Mausoleo di San Bernardino, capolavoro di Silvestro dell'Aquila (1489-1505): un'arca marmorea che custodisce le reliquie del santo. Non perdete la Resurrezione in terracotta di Andrea della Robbia, la Madonna col Bambino di Silvestro e l'altare maggiore barocco di Donato Rocco di Cicco (1773). La basilica, gravemente danneggiata dal sisma del 2009, è stata perfettamente restaurata e riaperta nel 2015. Oggi potete visitarla gratuitamente tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:00 (Via San Bernardino, 3 – tel. 0862 200390). Un consiglio: alzate lo sguardo verso l'organo settecentesco sopra l'ingresso, un'altra meraviglia firmata Mosca.
La Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio: il cuore ferito dell'Aquila
- Via degli Scardassieri, L'Aquila (AQ)
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La Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio, affacciata su Piazza Duomo, è il cuore pulsante della storia aquilana. Fondata nel 1256 quando papa Alessandro IV trasferì la sede vescovile da Forcona, l'edificio originale fu distrutto e ricostruito più volte a causa dei terremoti. Quello che vediamo oggi è il frutto di una lunga ricostruzione dopo il sisma del 1703, che lasciò in piedi solo il lato destro duecentesco. L'interno, in stile barocco, è a croce latina con una navata unica affrescata con i santi protettori da Annibale Brugnoli. Tra i tesori spiccano la tomba del cardinale Amico Agnifili di Silvestro dell'Aquila e la falsa cupola dipinta da Venanzio Mascitelli che inganna l'occhio. La facciata neoclassica, progettata da Giambattista Benedetti, fu completata solo nel 1928 con le due torri campanarie. Purtroppo, il terremoto del 6 aprile 2009 ha provocato il crollo del transetto e gravi danni strutturali, rendendo la cattedrale inagibile. I lavori di restauro, iniziati nel 2023, hanno un costo previsto di 37 milioni di euro e dureranno cinque anni. La riapertura è attesa per il 2028. Nel frattempo, la cattedrale si può ammirare dall'esterno, simbolo di una città che rinasce. Da non perdere, durante una passeggiata in centro, il contrasto tra la facciata imponente e il silenzio della piazza.
Forte Spagnolo: la fortezza che domina L'Aquila
- Via Raul Manselli, L'Aquila (AQ)
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Il Forte Spagnolo è uno di quei posti che ti lascia senza fiato appena lo vedi. Arroccato sul punto più alto dell'Aquila, domina la città con la sua mole quadrata e i quattro bastioni a punta di lancia. Costruito a partire dal 1534 per volere di Carlo V, dopo la rivolta anti-spagnola, doveva tenere sotto controllo gli aquilani. E ci riuscì: le tasse per finanziarlo furono così pesanti che la città vendette persino la cassa d'argento di San Bernardino. Oggi, è un simbolo di rinascita dopo il terremoto del 2009.Entrare è come fare un tuffo nel passato. Le mura sono spesse fino a dieci metri, il fossato – mai riempito d'acqua – è profondo 14, e il ponte in pietra sostituì il tavolato di legno levatoio nel 1883. All'interno, il cortile porticato e le sale con soffitti lignei raccontano storie di governatori spagnoli, di soldati francesi e tedeschi. Ma la vera sorpresa è il Museo Nazionale d'Abruzzo (MuNDA), che qui ha sede. Il suo pezzo forte? Lo scheletro di un Elephas meridionalis, un mammut vissuto 1,3 milioni di anni fa, scoperto nei dintorni nel 1954. Oggi è visibile in un allestimento temporaneo, in attesa del completamento dei restauri.
Passeggiare intorno al forte regala una vista mozzafiato sul Gran Sasso. Il Parco del Castello è un luogo di incontro per gli aquilani, e la sera l'atmosfera è magica. Peccato che non si possa ancora visitare tutto l'interno: i lavori post-sisma sono ancora in corso. Ma vale comunque la pena: si respira una storia che non ha mai visto battaglie, ma ha segnato nel profondo la città.







