Anfiteatro Romano di Lecce: storia e guida alla visita

L’Anfiteatro Romano di Lecce è un monumento nazionale situato nel cuore della città, in Piazza Sant’Oronzo. Risalente all’età augustea, poteva ospitare fino a 25.000 spettatori ed era destinato a combattimenti tra gladiatori e cacce. Oggi, dopo un restauro nel 2023, è nuovamente visitabile e offre un’esperienza unica nel centro storico.
Posizione centrale: in Piazza Sant’Oronzo, a due passi dal barocco leccese.
Capienza storica: fino a 25.000 spettatori, tra i più grandi d’Italia.
Restauro recente: riaperto nel 2023 con nuovi percorsi accessibili.
Eventi estivi: concerti e spettacoli nell’arena antica.


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Anfiteatro Romano di Lecce: storia e guida alla visita
L’Anfiteatro Romano di Lecce, in Piazza Sant’Oronzo, è un monumento di epoca augustea. Visita l’arena, scopri la storia e le curiosità di questo simbolo della Lupiae romana.

Cose da sapere


Introduzione

Camminando per Piazza Sant’Oronzo, ti trovi all’improvviso davanti a un gigante di pietra che emerge dal sottosuolo. L’Anfiteatro Romano di Lecce è così: ti appare all’improvviso, incastonato tra palazzi barocchi e chiese, a ricordarti che sotto la città moderna c’è un’antica Lupiae. È solo un terzo della struttura originale, ma basta a lasciarti senza fiato. Le gradinate, i pilastri in tufo, l’arena ellittica: tutto parla di un passato glorioso. E il bello è che non è un museo polveroso: qui la storia si respira ancora, mescolata alla vita quotidiana della piazza.

Cenni storici

Costruito tra il I e il II secolo d.C., l’anfiteatro fu voluto da Augusto in persona per ringraziare Lupiae dell’ospitalità ricevuta dopo l’uccisione di Cesare. Poteva ospitare fino a 25.000 spettatori (alcune fonti dicono 20.000) ed era il centro della vita sociale romana: combattimenti tra gladiatori, cacce agli animali (venationes), esecuzioni pubbliche. Dopo la caduta dell’Impero, cadde in rovina e fu spogliato dei materiali. Solo nel 1901, durante i lavori per la Banca d’Italia, Cosimo De Giorgi lo riportò alla luce. Dal 2014 è gestito dal Ministero della Cultura.

  • I sec. a.C.-II d.C.: costruzione in età augustea e restauri adrianei
  • Medioevo: spoglio e abbandono, materiali riusati nella cripta di Otranto
  • 1901-1940: scavi di Cosimo De Giorgi
  • 2023: riapertura dopo restauro

Architettura e curiosità

L’anfiteatro è un mix di ingegneria e arte: dimensioni di 102 x 83 metri, arena di 53 x 34. I pilastri in pietra leccese sostenevano 68 arcate, di cui oggi ne restano 24. Il parapetto (podium) che separava l’arena dalla cavea era rivestito di marmo con rilievi di scene di caccia: orsi, leoni, tori, elefanti. Alcuni di questi rilievi sono oggi al Museo Castromediano. Una curiosità: dopo la scoperta, l’anfiteatro fu considerato un ostacolo al decoro cittadino e la sua pulizia fu affidata a un fioraio, che in cambio poteva vendere piante sugli spalti. Durante il restauro del 2023 è stato reso accessibile per la prima volta l’ambulacro mediano.

Vita e spettacoli

Cosa succedeva qui duemila anni fa? Di mattina si svolgevano le venationes: animali esotici importati dal porto di San Cataldo (costruito apposta da Adriano) venivano fatti combattere tra loro o contro cacciatori. Nel pomeriggio, spazio ai munera gladiatoria, i combattimenti tra gladiatori. L’acustica doveva essere incredibile, e la folla rumorosa. Oggi l’anfiteatro rivive in estate con concerti e spettacoli teatrali: in fondo, la sua anima non è cambiata. Un dettaglio: sotto l’arena c’era un ipogeo per macchinari e gladiatori, che oggi non si vede ma fa parte della storia.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi per non perderlo. 1. Unico nel suo genere: è un anfiteatro che emerge in mezzo a una piazza trafficata, un contrasto che ti colpisce. 2. Prezzo onesto: costa solo 5€, e la vista dalla piazza è gratis. 3. Due in uno: a 300 metri c’è il Teatro Romano, un altro gioiello nascosto. In più, al MUST puoi vedere un plastico dell’antica Lupiae. E se hai tempo, al Museo Castromediano trovi la testa di Augusto e i rilievi originali dell’anfiteatro. Un vero tuffo nella storia.

Quando andare

Il momento migliore? Tardo pomeriggio, quando la luce del sole illumina la pietra leccese di un colore caldo e le ombre si allungano tra gli archi. D’inverno è più intimo, con meno turisti; d’estate invece l’anfiteatro si anima di eventi: concerti e spettacoli che ti fanno rivivere l’atmosfera antica. Se puoi, scegli un giorno feriale, così la piazza è più tranquilla. Evita le ore centrali in estate: il sole picchia duro sull’arena.

Nei dintorni

A due passi c’è il Teatro Romano, in via degli Ammirati: un altro sito romano, più piccolo ma affascinante. Per completare l’immersione, visita il Museo Castromediano (a circa 15 minuti a piedi): qui sono conservati reperti dall’anfiteatro, tra cui la testa di Augusto e i rilievi del podio. Oppure fermati al MUST (Museo Storico della Città) in via degli Ammirati: c’è un plastico che ricostruisce l’anfiteatro di Lupiae e Rudiae. Tutto a portata di passeggiata.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Curiosità: durante gli scavi nei primi del Novecento, il parroco della vicina Chiesa di Santa Maria delle Grazie si oppose alla rimozione delle macerie, impedendo di portare alla luce l’intera struttura. Ancora oggi un terzo dell’anfiteatro giace sotto la piazza e la chiesa. Inoltre, le venationes iniziavano al mattino e gli animali, come leoni e orsi, arrivavano al porto di San Cataldo.