Faro di Punta Palascìa: il punto più a est d’Italia tra storia e panorami

Il Faro di Punta Palascìa è il punto più orientale d’Italia, un luogo simbolico dove Mar Ionio e Adriatico si incontrano. Costruito nel 1867 e restaurato nel 2008, oggi è un museo visitabile con una spettacolare lanterna a 60 metri sul mare. Ecco cosa non perdere:
Salita alla lanterna: 150 gradini a chiocciola per ammirare il panorama a 360°.
Museo Multimediale del Mare: mostra su fauna, flora e storia locale.
Prima alba dell’anno: tradizione del Capodanno per vedere il sole sorgere per primo in Italia.
Sentiero costiero: trekking panoramico tra macchia mediterranea e scogliere.


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Faro di Punta Palascìa: il punto più a est d'Italia tra storia e panorami
Il Faro di Punta Palascìa, estremo oriente italiano, offre viste mozzafiato, storia dell’Ottocento e la magia della prima alba dell’anno. Visita guidata, museo e sentieri costieri.

Cose da sapere


Introduzione

Ti trovi nel punto più a est d’Italia, dove lo sguardo perde l’orizzonte tra Adriatico e Ionio. Il Faro di Punta Palascìa, a Otranto, è molto più di un faro: è un simbolo, un museo, un osservatorio. Salire i suoi 150 gradini significa arrivare a 60 metri sul mare e, con la tramontana, scorgere l’Albania. È il posto perfetto per la prima alba dell’anno, ma anche per una passeggiata mattutina tra macchia e scogliere. Qui la storia si respira, e l’emozione è garantita.

Cenni storici

Costruito nel 1867 sulle rovine di una torre del Cinquecento, il faro ha guidato i naviganti per oltre un secolo. Abbandonato negli anni Settanta, ha rischiato il degrado, ma un progetto dell’Unione Europea lo ha riportato in vita. Riaperto nel 2008, oggi è un centro per lo studio degli ecosistemi mediterranei. La lanterna, realizzata a Parigi nel 1884 da Augustine-Henry Lepaute (allievo di Eiffel), lampeggia ogni 4-5 secondi. L’ultimo guardiano, Elio Vitiello, ha consegnato le chiavi nel 1978. Ecco la timeline:

  • 1867 – Costruzione del faro
  • 1884 – Installazione lanterna Lepaute
  • 1970 circa – Abbandono
  • 2005 – Riaccensione simbolica a Capodanno
  • 2008 – Riapertura al pubblico

La lanterna di Eiffel

Il cuore del faro è la lanterna, costruita a Parigi dall’orologiaio Augustine-Henry Lepaute, lo stesso che lavorò con Gustave Eiffel. Arrivata nel 1884, è un gioiello di ingegneria: non ruota, ma emette un lampo bianco ogni 4 secondi, visibile fino a 18 miglia nautiche. Dentro ci sono due lampadine, una esile e una di scorta. Salire la scala a chiocciola fino a lassù, affacciarsi sul mare da 60 metri, è un’esperienza che unisce storia e panorama mozzafiato. Durante l’alba, poi, è magico.

Il sentiero tra i profumi

Per arrivare al faro si percorre un sentiero scavato nella roccia, immerso nella macchia mediterranea. Profumo di rosmarino e lentisco, il rumore del mare che si infrange sulle scogliere. Il percorso parte da un parcheggio vicino a una caserma militare e in pochi minuti si arriva alla torre bianca. È un tratto molto amato per passeggiate e trekking, con scorci che cambiano a ogni passo. Se vai con calma, potresti anche imbatterti in qualche geco o osservare uccelli marini. Un vero assaggio di Salento selvaggio.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi: Primo, l’alba. Il 1° gennaio o anche in un qualunque giorno, vedere il sole sorgere qui è un rito. Secondo, il Museo del mare. All’interno, un percorso multimediale racconta flora e fauna del Canale d’Otranto, con focus su ecosistemi e archeologia industriale. Terzo, la vista. Dalla terrazza si abbraccia tutta la costa, dal Salento all’Albania. E se sei fortunato con il vento di tramontana, le montagne albanesi sembrano a portata di mano. Un luogo che non ti aspetti.

Quando andare

Se vuoi l’esperienza più iconica, vai la mattina del 1° gennaio: è il primo luogo in Italia a vedere l’alba. Ma anche un’alba di fine primavera o estate, quando il cielo si tinge di rosa e arancione, è pazzesca. D’inverno c’è meno gente e l’atmosfera è più intima, ideale per fotografare. In estate, invece, il faro è frequentato ma il tramonto offre colori incredibili. Insomma, non c’è stagione sbagliata: solo momenti diversi.

Nei dintorni

A poca distanza, raggiungibile a piedi o in bici, c’è la Torre del Serpe, un’antica torre d’avvistamento che si dice sia stata collegata al faro. Sempre lungo la costa, il laghetto di Bauxite (ex cava) regala un contrasto cromatico surreale: acqua turchese e rocce rosse. Se hai tempo, prosegui verso Porto Badisco: una caletta nascosta dove, secondo la leggenda, Enea sbarcò. Per un tuffo in acque limpide, è perfetta. Un itinerario tra storia e natura.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Secondo una leggenda locale, un enorme serpente bevve l’olio del faro nel 1480 per impedire lo sbarco dei Turchi a Otranto. Più recentemente, l’ultimo guardiano Elio Vitiello, in servizio dal 1956 al 1978, ricordava il suono ipnotico del meccanismo a petrolio e la responsabilità di tenere accesa la luce per sette ore ogni notte. Oggi il faro è automatizzato, ma la sua anima resta viva tra storia e natura.