Cosa vedere a Bergamo: 15 tappe tra Città Alta e Bassa


🧭 Cosa ti aspetta

  • Città Alta: un gioiello medievale con mura Unesco, piazze e vicoli da esplorare a piedi.
  • Città Bassa: musei, teatri e negozi per un mix di cultura e modernità.
  • Funicolari: due linee che collegano le due città, offrendo viste panoramiche.
  • Gastronomia: polenta e osei, casoncelli e formaggi tipici da assaggiare assolutamente.
  • Ideale per: un weekend culturale, una gita in famiglia o un tour artistico.

Eventi nei dintorni


Bergamo è una città che ti sorprende: divisa tra la Città Alta, medievale e raccolta sulle mura veneziane, e la Città Bassa, moderna e vivace, offre un concentrato di arte, storia e buona cucina. Se ti stai chiedendo cosa vedere a Bergamo, preparati a un itinerario che parte da Piazza Vecchia, cuore pulsante della città vecchia, dove si affacciano il Palazzo della Ragione e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Non perdere la Cappella Colleoni, capolavoro rinascimentale, e il Campanone che ogni sera segna l'ora con 100 rintocchi. Scendi poi in Città Bassa per visitare l'Accademia Carrara, una delle pinacoteche più ricche d'Italia, e il Teatro Donizetti, dedicato al famoso compositore. Per una pausa verde, l'Orto Botanico e i parchi della città offrono relax. Con questa guida, scoprirai le tappe che rendono Bergamo una meta indimenticabile.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Piazza Vecchia: il cuore rinascimentale di Città Alta

Piazza VecchiaSe c'è un luogo che racchiude l'essenza di Bergamo, è Piazza Vecchia. Situata nel cuore di Città Alta, è il salotto rinascimentale dove il tempo sembra essersi fermato. Qui, gli edifici si dispongono con una geometria perfetta, tanto che Le Corbusier disse che non si poteva toccare neppure una pietra. Al centro spicca la Fontana Contarini, donata nel 1780 dal podestà Alvise Contarini: le sue bocche a forma di sfingi ancora oggi offrono acqua potabile. Sulla piazza si affacciano gioielli architettonici come il Palazzo della Ragione (fine XII secolo), la più antica sede comunale lombarda, e il Palazzo Nuovo, che dal 1873 ospita la Biblioteca Angelo Mai con un patrimonio di incunaboli e manoscritti. La Torre Civica, detta Campanone, domina la scena e ogni sera alle 22 scandisce 100 rintocchi, rievocando l'antica chiusura delle porte della città. Sotto il porticato del Palazzo della Ragione, non perdete l'antica meridiana solare del Settecento: a mezzogiorno un raggio di luce filtra da uno scudo indicando data e segno zodiacale. Passeggiando, noterete le 'misure' medievali in ferro sul fianco della Basilica di Santa Maria Maggiore, usate per garantire l'uniformità degli scambi. Il consiglio? Sedetevi al tavolino di un caffè, ordinate un cappuccino e lasciatevi avvolgere dall'atmosfera senza tempo. A settembre, la piazza si trasforma con le installazioni verdi de 'I Maestri del Paesaggio', un evento che unisce natura e architettura.

Piazza Vecchia

Basilica di Santa Maria Maggiore

Basilica di Santa Maria MaggioreEntrare nella Basilica di Santa Maria Maggiore è come passare da un mondo all’altro. Fuori, la pietra romanica e i protiri trecenteschi di Giovanni da Campione – con i celebri leoni rossi e bianchi – raccontano di un voto fatto nel 1137 per scongiurare la peste. Dentro, invece, è un’esplosione barocca: stucchi dorati, arazzi fiamminghi e fiorentini che narrano la vita di Maria, e un’infinità di dettagli da scoprire. Il contrasto è pazzesco, e forse è proprio questo il bello. Camminando tra le navate, ti senti avvolto da un’atmosfera quasi teatrale. Il pezzo forte? Senza dubbio il coro ligneo con le tarsie di Lorenzo Lotto (1522-1555): un capolavoro di prospettiva e simbolismo, dove ogni intarsio è una piccola scena biblica. Poco più in là, il monumento funebre di Gaetano Donizetti (di Vincenzo Vela, 1855) e quello del suo maestro Simone Mayr ricordano il legame profondo tra questa basilica e la musica. Sì, perché qui la Cappella Musicale è attiva da secoli: basta fermarsi alla messa domenicale delle 11 per sentire l’acustica perfetta. E se sei un appassionato di dettagli curiosi, guarda fuori, sul muro esterno: ci sono incise le antiche misure medievali di Bergamo, il cavezzo e il braccio. Piccole cose che rendono la visita ancora più speciale.

Basilica di Santa Maria Maggiore

Cappella Colleoni: il capolavoro rinascimentale del condottiero

Cappella ColleoniNel cuore di Città Alta, a due passi dal Duomo, la Cappella Colleoni è uno di quei luoghi che ti lasciano senza fiato. Commissionata dal condottiero Bartolomeo Colleoni come suo mausoleo personale, la costruzione iniziò nel 1472 su progetto di Giovanni Antonio Amadeo. Per far spazio, nientemeno che la sagrestia di Santa Maria Maggiore venne demolita – un gesto di potere che all'epoca fece molto scalpore. La facciata è un trionfo di marmi bianchi e rossi intarsiati in disegni geometrici, un tripudio rinascimentale che spicca tra le architetture circostanti. Entrando, l'interno barocco ti accoglie con affreschi di Giambattista Tiepolo (1733) che raccontano scene di gloria. Al centro, domina la statua equestre in legno dorato del Colleoni, attribuita a Sisto di Norimberga: un'icona di potenza che sembra scrutare i visitatori. Ai lati, i sarcofagi in marmo intarsiato custodiscono le spoglie del condottiero e della figlia Medea. C'è anche una leggenda: si dice che toccare a mezzanotte lo stemma araldico sulla cancellata d'ingresso porti fortuna. L'ingresso è gratuito, con orari che variano: da marzo a ottobre 9.30-12.30 e 14.00-18.30; da novembre a febbraio 9.00-12.30 e 14.00-16.30; chiuso il lunedì. Insomma, una tappa imperdibile per chi ama arte e storia.

Cappella Colleoni

Duomo di Bergamo (Cattedrale di Sant'Alessandro)

Duomo di BergamoIl Duomo di Bergamo è il cuore pulsante di Città Alta. Affacciato su Piazza Duomo, accanto al Palazzo della Ragione e alla Basilica di Santa Maria Maggiore, è la chiesa principale della città e dedicata al patrono Sant'Alessandro. Le sue origini sono antichissime: già nel V secolo sorgeva qui una chiesa paleocristiana. Nel corso dei secoli l'edificio è stato più volte rimaneggiato. L'attuale costruzione iniziò a metà del Quattrocento su progetto del Filarete, ma la facciata neoclassica in marmo bianco di Botticino fu inaugurata solo nel 1889. La cupola, rivestita in rame, venne aggiunta nel 1829. Un dettaglio curioso: il campanile risale al 1690 e fu sopraelevato nell'Ottocento. Entrando, rimarrete colpiti dall'armonia dello spazio: navata unica con volte a botte, in stile barocco. Le cappelle laterali custodiscono veri tesori. Da non perdere la Cappella di Santa Caterina con la pala di Giovan Battista Moroni (1576) e la Cappella di San Benedetto con l'opera di Andrea Previtali. Nell'abside spiccano sette tele di maestri del Settecento, tra cui Tiepolo e Pittoni. Il coro ligneo, intagliato da Gian Carlo Sanz tra il 1693 e il 1698, è un capolavoro di artigianato. Scendendo nella Cripta dei Vescovi, potrete ammirare dodici sepolcri e un Cristo risorgente in bronzo. Imperdibile anche il Museo della Cattedrale, che espone i resti paleocristiani emersi durante gli scavi: mosaici pavimentali del V secolo, affreschi medievali e sarcofagi. Di fronte alla facciata sorge il Battistero ottagonale, risalente al 1340 e trasferito qui nel 1900. Da sapere: l'ingresso è gratuito, aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 18:30. L'accesso per sedie a rotelle è parziale (l'ingresso laterale ha uno scivolo). Che siate appassionati d'arte o semplicemente in cerca di un momento di pace, il Duomo di Bergamo vi regalerà un'esperienza unica.

Duomo di Bergamo

Il Campanone: il cuore pulsante di Bergamo Alta

CampanoneSe c'è una cosa che non puoi perderti a Bergamo, è salire sul Campanone. È la torre civica, alta 52,76 metri, che domina Piazza Vecchia. Ma non è solo un monumento: è il cuore che batte per la città. Ogni sera alle 22 in punto, la campana più grande della Lombardia – fusa da Bartolomeo Pesenti nel 1656 – suona cento rintocchi. Una tradizione che risale all'epoca veneziana, quando segnava la chiusura delle porte. Salire in cima? Puoi farlo a piedi (230 gradini) o con un ascensore. Io ho preferito le scale, per assaporare la salita, ma se hai poco tempo o hai bambini piccoli, l'ascensore è comodo. Arrivato alla sommità, la vista è mozzafiato: da una parte Bergamo Alta con i suoi tetti, dall'altra la città bassa e all'orizzonte le Prealpi Orobie. E poi c'è lei, la campana: un colosso di 5.580 kg, con decorazioni manieristiche e iscrizioni latine. Accanto, altre due campane più piccole: una del 1474, l'altra del 1948. Il Campanone fa parte del Museo delle storie di Bergamo, quindi con lo stesso biglietto puoi visitare anche il Palazzo del Podestà e il Museo del Cinquecento. Un consiglio: vai verso il tramonto, la luce è incredibile. Porta la macchina fotografica, ma preparati a rimanere senza fiato. E non dimenticare di ascoltare i rintocchi delle 22 se sei ancora in zona: è un'esperienza che ti resta dentro.

Campanone

Accademia Carrara: il gioiello del collezionismo italiano

Accademia CarraraSe pensi che Bergamo sia solo Città Alta, l’Accademia Carrara ti farà ricredere. Fondata nel 1796 dal conte Giacomo Carrara, questa pinacoteca è considerata il museo del collezionismo italiano: nasce da lasciti di mecenati che hanno voluto condividere i loro tesori. Ospitata in un elegante palazzo neoclassico in Piazza Giacomo Carrara, la collezione conta oltre 1.800 dipinti, più di 3.000 disegni e 8.000 stampe. Camminando tra le sedici sale, ti imbatti in capolavori che coprono cinque secoli: dal San Sebastiano di Raffaello (1501-1502) al Ritratto di Leonello d’Este di Pisanello, dalle Nozze mistiche di santa Caterina di Lorenzo Lotto alla Caterina Cornaro di Francesco Hayez. La seconda sezione del percorso è dedicata alla tradizione figurativa tra Lombardia e Veneto, con opere di Giovan Battista Moroni e Evaristo Baschenis. Dopo sette anni di restauri, il museo ha riaperto nel 2015 con un allestimento moderno, e dal 2024 si arricchisce dei Giardini PwC, uno spazio verde gratuito con bistrot e un parco romantico. Informazioni pratiche: aperto dal martedì alla domenica (chiuso lunedì), ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Biglietto intero €10, ridotto €8, gratuito under 18. Consiglio l’acquisto online per evitare code. Il tempo di visita? Un paio d’ore volano tra tanta bellezza.

Accademia Carrara

Teatro Donizetti: un gioiello di musica e storia

Teatro DonizettiNel cuore della Bergamo Bassa, in Piazza Cavour, sorge il Teatro Donizetti, tempio della lirica e della cultura. Costruito tra il 1786 e il 1791 come Teatro Riccardi, fu distrutto da un incendio doloso nel 1797 e riaperto nel 1800. Nel 1897, in occasione del centenario della nascita di Gaetano Donizetti, assunse l'attuale nome. La sala a pianta ellittica mantiene il disegno originale: 360 mq, 532 poltrone e 102 palchi per un totale di 1.154 posti. Al centro, un lampadario di cristallo con 78 lampade illumina uno spazio rinomato per l'acustica, tra le migliori d'Italia. Oggi il teatro è un polo culturale vivissimo: oltre alla stagione lirica e di balletto (Doremix), ospita il festival Donizetti Opera, il Bergamo Jazz Festival, prosa, operetta e il Festival Pianistico Internazionale. Qui debuttò Giuseppe Verdi con l'Ernani nel 1844, presente in sala. I recenti restauri (2018-2020) hanno modernizzato gli impianti e riqualificato gli spazi, rendendo il teatro accessibile e funzionale. Info pratiche: parcheggi convenzionati a 3€ per gli spettatori (vidimare il biglietto in biglietteria), oppure in autobus (linee 1,6,8,9,10,15 fermata Porta Nuova). La biglietteria è aperta dal martedì al sabato (tel. 035.4160601). Venite a scoprire un luogo dove storia e musica si fondono.

Teatro Donizetti

Castello di San Vigilio: la terrazza panoramica di Bergamo

Castello di San VigilioSe c'è un posto che ti fa capire davvero perché Bergamo è chiamata la “città dei due volti”, è il Castello di San Vigilio. Arroccato sull'omonimo colle a 496 metri d'altezza, domina la Città Alta e tutto il circondario. E che vista: da qui si abbraccia con lo sguardo la pianura fino a Milano, le Prealpi Orobiche, e in giornate terse persino il Monviso. È il punto panoramico per eccellenza, un posto dove il tempo sembra rallentare.

La storia del castello è lunga e stratificata. Le prime fortificazioni risalgono al VI secolo, ma fu ampliato dai Visconti nel Trecento e poi dalla Repubblica di Venezia, che gli diede la caratteristica forma a stella con quattro torrioni: Castagneta, Belvedere, Del Ponte e San Vigilio. I veneziani costruirono anche un cunicolo segreto che collegava il castello al Forte San Marco, oggi visitabile su prenotazione grazie al gruppo speleologico Le Nottole. Un'esperienza suggestiva per chi ama l'avventura.

Oggi il castello è un parco pubblico, gratuito, con terrazze e prati dove fermarsi a godersi il panorama. Lo si raggiunge comodamente con la funicolare di San Vigilio (in funzione dal 1912, ripristinata nel 1991) che parte da Porta Sant'Alessandro. Se preferisci, puoi salire a piedi per una breve ma ripida passeggiata. Sulla cima trovi anche due ristoranti di lusso, perfetti per un pranzo speciale. Gli orari cambiano con le stagioni: d'inverno apre alle 8 e chiude alle 17, d'estate fino alle 21. Insomma, un luogo che unisce storia, natura e relax, da non perdere.

Castello di San Vigilio

Rocca di Bergamo

RoccaDalla funicolare di Città Alta, prendete per Piazzale Brigata Legnano: eccovi alla Rocca, una fortezza trecentesca che domina Bergamo dall'alto del colle di Sant'Eufemia. Costruita tra il 1331 e il 1336 da Giovanni di Lussemburgo e completata da Azzone Visconti, è un tuffo nel Medioevo subito arricchito dai segni della Serenissima: il torrione circolare (1455-1458) e la Scuola dei Bombardieri, oggi sede del Museo dell'Ottocento. Qui si respira il Risorgimento: cimeli, armi, documenti e la storia dei 180 bergamaschi che seguirono Garibaldi nella Spedizione dei Mille. Salite sul mastio – 23 metri d'altezza – e preparatevi a una vista a 360 gradi che spazia dalle Prealpi Orobie fino alla pianura e, nelle giornate terse, a Milano. Il Parco delle Rimembranze attorno, con lapidi e un carro armato semovente 75/18, invita a una pausa contemplativa. La Rocca è aperta da martedì a domenica e festivi, 11:00-18:00 (ultimo ingresso alle 17:30). Biglietto intero 5€, ridotto 3€, gratis under 18. Purtroppo non è accessibile a persone con disabilità motoria, ma i cani di piccola taglia in trasportino sono ammessi. Eventi come "Rocca by night" e campus estivi la rendono viva tutto l'anno. Un consiglio? Venite al tramonto: la luce dorata sulle mura veneziane e il silenzio del parco regalano un'emozione che difficilmente dimenticherete.

Rocca

Palazzo Nuovo: Il gioiello seicentesco di Piazza Vecchia

Palazzo NuovoAffacciato su Piazza Vecchia, il Palazzo Nuovo è l’emblema del contrasto tra potenza medievale e raffinatezza rinascimentale. Progettato da Vincenzo Scamozzi (allievo di Palladio), la sua costruzione iniziò nel 1604 e si concluse… solo nel 1958 con l’aggiunta delle statue sulla facciata. Oggi ti sembrerà appena terminato: la facciata in marmo bianco di Zandobbio (1928, su disegno originale) è un trionfo di colonne doriche e finestre con balaustra. Sei statue allegoriche di Tobia Vescovi guardano dall’alto: Artigianato, Industria, Agricoltura… quasi un manifesto della Bergamo operosa.

Entra nell’atrio e scopri l’atmosfera neoclassica: marmi, lapidi commemorative e venti medaglioni in gesso di personaggi illustri. Tra i busti, spicca quello di Bartolomeo Colleoni, accanto a Paolina Secco Suardo e Ambrogio Calepio. La Colonna Camozzi, un leggio a forma di albero con gli stemmi di Bergamo e Brescia, è un piccolo gioiello. Ma il vero tesoro è la Biblioteca civica Angelo Mai, che dal 1928 custodisce 677.145 volumi, 2.280 incunaboli e 16.830 manoscritti. Nella Sala Tassiana, ammira i grandi globi di Vincenzo Coronelli (1688 e 1692) – quasi tre metri e mezzo di circonferenza, fatti di 50 fogli illustrati. Una tappa imperdibile per chi ama libri antichi e storie di carta.

Info pratiche: ingresso gratuito alla biblioteca, orari invernali lun-ven 8:45-17:30, sabato 8:45-13:00 (estate orari ridotti). Accessibile con scivolo e ascensore per persone con disabilità motoria. E se ti viene sete di conoscenza, il centro studi Tassiani e Giovanni XXIII sono lì accanto.

Palazzo Nuovo

Palazzo del Podestà e Museo del Cinquecento

Palazzo del Podestà, Museo del CinquecentoSe passi da Piazza Vecchia, non puoi perderti il Palazzo del Podestà, che ospita il Museo del Cinquecento. Già all'ingresso, al piano terra, ti accolgono i resti della Bergamo romana: stratificazioni che testimoniano millenni di storia. Poi sali al primo piano ed entri in un mondo nuovo. Qui, affreschi rinascimentali decorano il cavedio, ma la vera magia comincia nelle sette sale interattive del museo. Immagini, suoni e suggestioni ti portano indietro nel tempo, quando Bergamo era sotto la Serenissima. Scopri come la città si trasformò con le Mura veneziane (Patrimonio UNESCO), ascolta le storie di nobili, mercanti e condottieri, e ammira la veduta a volo d'uccello di Alvise Cima del 1693, che mostra il contrasto tra le mura medievali e le nuove fortificazioni. Tra i pezzi forti, un raro portolano cinquecentesco e la ricostruzione virtuale dell'antica Fiera di Sant'Alessandro. Il museo fa parte della rete Museo delle Storie di Bergamo, quindi puoi abbinarlo ad altre tappe come il Campanone o la Rocca. Orari: martedì-venerdì 10-18, sabato e domenica 10-19 (chiuso lunedì). Biglietto intero 9 €, ridotto 6 €, gratis under 18. Preparati a un'esperienza coinvolgente, perfetta per capire l'anima rinascimentale di Bergamo.

Palazzo del Podestà, Museo del Cinquecento

Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco

Chiesa di San Michele al Pozzo BiancoTra le chiese più antiche di Bergamo, San Michele al Pozzo Bianco è un autentico scrigno di storia e arte, spesso trascurato dai turisti che affollano Città Alta. Situata in via Porta Dipinta 45, la si riconosce per la facciata in pietra neoromanica del 1915, ma il suo cuore pulsante è molto più remoto: le origini longobarde risalgono al VIII secolo, con la prima menzione nel testamento di Taidone del 774. Il nome curioso deriva da un pozzo di marmo bianco che un tempo sorgeva sul sagrato, oggi ricordato da una pietra circolare. Entrando, il silenzio avvolge tutto: è uno dei luoghi più silenziosi di Bergamo, ideale per una pausa contemplativa. L'interno è a navata unica divisa da due archi ogivali in tre campate, con travi a vista e affreschi che spaziano dal Duecento al Cinquecento. La vera gemma è la cappella di sinistra, affrescata da Lorenzo Lotto nel 1525 con le Scene della vita di Maria: la Natività, la Presentazione al tempio, il Matrimonio e un'Annunciazione molto particolare, dove l'Arcangelo Gabriele è sostituito da Dio che invia il Bambino Gesù verso Maria. Salite le scale e scoprite la cripta, la più antica della bergamasca, con affreschi duecenteschi tra cui una Madonna in trono. La visita è gratuita e gli orari variano: da ottobre ad aprile 9-17, da maggio a settembre 9-18. Purtroppo la cripta non è accessibile a persone con disabilità per via di scale strette. Se amate l'arte e la quiete, non perdetevi questo angolo di storia.

Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco

Orto Botanico di Bergamo 'Lorenzo Rota'

Orto Botanico di Bergamo Se c'è un posto a Bergamo che ti fa sentire lontano dal caos, è l'Orto Botanico di Bergamo 'Lorenzo Rota'. Arroccato sulle Mura Veneziane (patrimonio UNESCO), a due passi da Colle Aperto, questo giardino è un vero e proprio gioiello. Entri da una scalinata di 141 gradini e ti ritrovi in un mondo di biodiversità: oltre 1.000 specie tra piante alpine, carnivore come la Drosera, e succulente. Il bello? La vista sulle Prealpi Orobiche e sui tetti di Città Alta ti lascia senza fiato. Io amo perder tempo qui, soprattutto in primavera quando fioriscono tulipani e iris. L'orto è intitolato a Lorenzo Rota, un botanico dell'800 che ha descritto la flora locale – il suo erbario conta 50.000 campioni conservati qui! Non perdere il laghetto delle ninfee e, se hai tempo, la sezione di Astino (la 'Valle della Biodiversità'), raggiungibile a piedi in mezz'ora, con oltre 1.200 varietà di piante alimentari. L'orto è anche un centro di ricerca: ha reintrodotto la felce Osmunda regalis e promuove progetti didattici per bambini. L'ingresso è gratuito. Aperto da marzo a novembre, orari variabili (es. giugno fino alle 20), chiuso il lunedì. Contatti: 035 286060, ortobotanico@comune.bg.it. Insomma, una tappa perfetta per famiglie e appassionati di natura.

Orto Botanico di Bergamo "Lorenzo Rota"

Porta San Giacomo: il gioiello di marmo delle Mura Venete

Porta San GiacomoSe c'è una porta che ti rimane impressa a Bergamo, è sicuramente Porta San Giacomo. È l'unica delle quattro porte delle Mura Venete completamente rivestita in marmo bianco rosato, quello della cava di Zandobbio in Val Cavallina. Un contrasto pazzesco con la pietra grigia delle fortificazioni, che la rende visibile già da lontano, da viale Vittorio Emanuele. Progettata da Buonaiuto Lorini e completata nel 1592, era l'ingresso principale per chi arrivava da Milano. La facciata è un tripudio di stile classico: due fornici, semicolonne, un frontone triangolare e due eleganti pinnacoli laterali. Sulle trabeazione spicca il Leone di San Marco, ma quello che vedi oggi è del 1958, opera di Piero Brolis: l'originale fu distrutto in epoca napoleonica. La porta aveva un ponte levatoio in legno, sostituito nel 1780 dall'attuale viadotto in muratura per volere del podestà Contarini. Passeggiando sulla balaustra, lo sguardo spazia dalle fortificazioni alla città bassa fino agli Appennini. Una curiosità: fino a metà Novecento, ogni sera alle 22.00 la porta veniva chiusa con i cento rintocchi del Campanone. Oggi è percorribile solo a piedi, ma è il posto perfetto per una foto da cartolina. Dal 2017 fa parte del Patrimonio UNESCO, e ogni tanto si illumina di colori speciali – come l'arancione contro la violenza sulle donne o il verde per le malattie rare. Insomma, un must per chi visita Bergamo.

Porta San Giacomo

Torre del Galgario, il birillo di Bergamo

Torre del GalgarioTra il caos di incroci e traffico di Bergamo Bassa, all'angolo tra via Frizzoni e largo Galgario, spunta un curioso cilindro di pietra. È la Torre del Galgario, soprannominata dai bergamaschi "Ol Biril" (il birillo) per la sua forma che si restringe verso l'alto. Costruita intorno al 1430 dai Visconti, faceva parte delle Muraine, la cinta difensiva che proteggeva i borghi della città bassa. Oggi è l'unica torre rotonda rimasta in piedi dopo che nel 1901 l'intera cinta fu smantellata con l'abolizione del dazio. La torre è chiusa al pubblico e internamente è completamente vuota, ma dal basso si notano ancora i dettagli: i blocchi di arenaria più grandi alla base, le barre di ferro che forse reggevano torce, e in alto una copertura di mattoni che sostituì l'originale tetto di tegole. Guardando con attenzione, si intravedono tre stemmi viscontei e una lastra marmorea del 1950 che riproduce la pianta delle Muraine. Il nome "Galgario" viene da "calchera", cioè forno per la calce, per via dei corsi d'acqua ricchi di calcare nella zona. Per un po' la torre fu usata come deposito di polvere da sparo. Negli anni Quaranta rischiò l'abbattimento per il traffico crescente, ma fu salvata. Oggi è in stato di degrado, ma resta un simbolo storico che racconta un pezzo di Bergamo che non c'è più.

Torre del Galgario