A San Vittorino di Pizzoli, nella conca aquilana, i resti dell’anfiteatro romano di Amiternum raccontano una città sabina scomparsa nel X secolo. Costruito nel I secolo d.C., misurava 68 x 53 metri e ospitava fino a 6.000 spettatori. Oggi si conservano l’intero perimetro e le murature in laterizio, mentre le gradinate sono quasi del tutto scomparse.
– 48 arcate su due piani e cortina laterizia ancora leggibile
– Iscrizione con gli spettacoli gladiatori di Caius Sallius Proculus
– Ingresso gratuito, visita in autonomia del sito
– Vicino teatro romano, domus con mosaici e catacombe paleocristiane
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L’anfiteatro romano di Amiternum a Pizzoli conserva 48 arcate su due piani e un perimetro in laterizio del I secolo d.C.: nel sito anche teatro, domus e catacombe.
- Via Amiternina, L’Aquila (AQ)
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Cose da sapere
Introduzione: un anfiteatro senza gradinate
Cenni storici
- Età augustea: costruzione del teatro
- I secolo d.C.: edificazione dell’anfiteatro
- Età romana: Amiternum sede di diocesi con Forcona e Pitinum
- X secolo: scomparsa della città
- 1880: prime indagini archeologiche
- 1898: xilografia di Barberis sulle rovine
- 1996: inizio dei lavori di consolidamento
Un’ellisse di mattoni: com’è fatto
Teatro, domus e catacombe: oltre l’arena
Perché visitarlo
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💡 Forse non sapevi che…
Un’iscrizione rinvenuta nei pressi dell’anfiteatro è l’unica notizia sugli spettacoli che vi si tenevano: Caius Sallius Proculus, con l’aiuto del padre, offrì giochi gladiatori agli abitanti di Amiternum. Curiosità: alcuni studiosi ipotizzano che la città sia scomparsa per un terremoto simile a quello del 2009, e le crepe sui resti assomigliano a quelle cancellate dai restauri.






