Forte Fratello Minore: la torre sul Monte Spino

Forte Fratello Minore è la torre quadrata che dal 1832 veglia sulla vetta del Monte Spino, a 622 metri sopra la Val Polcevera. Nato come avamposto del Genio Militare Sabaudo, conserva il recinto bastionato e una volta a botte di oltre 2 metri, ma oggi versa in stato di abbandono. Dalla cima lo sguardo spazia a 360° su Genova, il porto e, nelle giornate limpide, fino alla Corsica.
– Torre ottocentesca con feritoie per la fucileria
– Vista a 360° su Val Polcevera, Val Bisagno e il Golfo
– Accesso libero e gratuito nel Parco delle Mura
– Escursione di circa un’ora da Righi o Begato

Copertina itinerario Forte Fratello Minore: la torre sul Monte Spino
Fortificazione sabauda del 1832 sulla vetta del Monte Spino: torre quadrata, feritoie e cannoni da 12 GRC, vista a 360° su Genova. Accesso libero a piedi da Righi o Begato.

Cose da sapere


Forte Fratello Minore, la torre sul Monte Spino

C’è qualcosa di magnetico in una torre quadrata che spunta dal crinale tra la Val Polcevera e la Val Bisagno. Il Forte Fratello Minore sta lì, sulla vetta del Monte Spino, a circa 622 metri, e compare all’improvviso dopo un sentiero nel bosco. Non è un castello fiabesco: è una fortificazione sabauda in pietra, tozza e severa, di quelle che non cercano la bellezza ma la solidità. Da quassù la vista è la vera sorpresa: 360° su Genova e il suo golfo, il Santuario della Madonna della Guardia e il passo della Bocchetta; nelle giornate più limpide si arriva a scorgere la Corsica. Il nome fa sorridere: “Fratello Minore” perché accanto esisteva un gemello più grande, oggi scomparso. Camminarci dentro è come entrare in una storia dimenticata, con i piedi su una linea difensiva che non protegge più nessuno.

Cenni storici

Lo sperone dei Due Fratelli era strategico già prima del forte. Nel 1747 l’ingegnere Jacques De Sicre vi piazzò batterie genovesi contro gli austriaci asserragliati sul Diamante. Nel 1800 la zona fu teatro di scontri violentissimi: il 30 aprile i francesi di Nicolas Soult conquistarono le postazioni e in quei combattimenti rimase ferito anche Ugo Foscolo. Dopo l’annessione della Liguria al Regno di Sardegna, il Genio Militare Sabaudo riprese i lavori: dal 1816 una prima torre quadrata, poi nel 1830 il recinto bastionato, fino al completamento nel 1832. Ritenuto non più strategico, fu abbandonato alla fine dell’Ottocento; durante la Seconda guerra mondiale venne danneggiato e il Fratello Maggiore raso al suolo.

  • 1747 – batterie genovesi di De Sicre
  • 1780 – progetto permanente mai realizzato
  • 1800 – battaglia del 30 aprile, Foscolo ferito
  • 1816 – costruzione della torre quadrata
  • 1830 – aggiunta del recinto bastionato
  • 1832 – completamento dell’opera
  • Fine ‘800 – abbandono
  • 1940s – danni bellici

La torre, il recinto e i cannoni

Il forte è una torre quadrata incastonata in un recinto bastionato, su una superficie di circa 628 mq. Un tempo ci si entrava da un ponte levatoio, oggi scomparso; al suo posto una rampa, un tempo acciottolata, sale fino alla porta. Dentro, il piano terra è scavato da feritoie per fucileria rialzate rispetto al pavimento: quando serviva, vi si montava una piattaforma di legno per i tiratori, altrimenti lo spazio faceva da dormitorio. Sotto, il seminterrato ospitava la riservetta delle munizioni, mentre il magazzino polveri poteva contenere 1.200 kg di esplosivo. La volta a botte supera i due metri di spessore, pensata per resistere alle bombe. La guarnigione era di 12 soldati, che potevano arrivare a 40. Tre cannoni da 12 GRC puntavano verso la Val Polcevera: le piazzole si vedono ancora.

Un rudere affascinante, ma da prendere con prudenza

Oggi il Fratello Minore è abbandonato e in degrado: gli interni sono vandalizzati, con pavimenti bucati e scale crollate, e la torre vera e propria resta chiusa. Per entrare si scavalca un muretto o ci si arrampica sui resti del ponte: serve prudenza, non è un posto per tutti. Intorno, il Parco delle Mura si è ripreso tutto: boschi di latifoglie, radure e una fauna che comprende i cinghiali. Il contrasto è ciò che rende il luogo speciale: pietra militare e natura che avanza. Dalla cima la vista si apre a 360° sul golfo, sulla Val Polcevera, sul Santuario della Madonna della Guardia e sul passo della Bocchetta; nelle giornate più limpide si spinge fino alla Corsica. Non è una visita comoda, ma proprio per questo resta impressa.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti. Primo: il panorama, uno dei più ampi di Genova, che unisce mare, città e crinale in un solo colpo d’occhio. Secondo: l’architettura militare sabauda autentica e poco “museificata”: qui non trovi pannelli patinati né biglietteria, ma feritoie, volta a botte e piazzole di cannone come sono rimaste. Terzo: è perfetto per il trekking urbano, si inserisce nel Parco delle Mura e si collega all’Alta Via dei Monti Liguri, tra i forti Puin, Diamante e Sperone. In più l’ingresso è libero e gratuito, cosa non banale per un bene tutelato. Un posto senza fronzoli, per chi ama camminare e togliersi dagli itinerari più battuti.

Quando andare

Non c’è una stagione obbligata: il forte è sempre accessibile. Ma il momento migliore è probabilmente la mattina presto, quando l’aria è ferma e la luce radente scolpisce i muri; oppure il tardo pomeriggio, con il sole che accende il golfo e le luci dei quartieri che iniziano ad accendersi. Scegli una giornata limpida e asciutta: con il cielo pulito la vista arriva alla Corsica, con nebbia o pioggia il sentiero diventa scivoloso e il panorama sparisce. Evita le ore centrali di una giornata calda: la vetta è poco ombreggiata e si cammina su crinale esposto. Capita che siano proprio le giornate fredde e tersa a regalare le vedute più nette.

Nei dintorni

Se hai gambe e tempo, il Fratello Minore è un anello perfetto da collegare ad altri forti. Qui vicino si trovano il Forte Diamante, il Forte Puin e il Forte Sperone: insieme formavano il sistema difensivo esterno delle Mura Nuove, tutto da esplorare a piedi. Il contesto è il Parco delle Mura di Genova, con sentieri tra boschi e crinali. Per chi pedala, il percorso Fratello Minore – Diamante è un itinerario adatto a mountain bike e gravel quando il terreno è asciutto. Da non perdere, se allunghi lo sguardo, il Santuario della Madonna della Guardia e, per i camminatori esperti, l’aggancio all’Alta Via dei Monti Liguri.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Il nome non è casuale: il forte era il ‘fratello minore’ di una torre gemella più alta, oggi scomparsa. Su questi crinali, nel 1800, rimase ferito anche il poeta Ugo Foscolo, arruolato nella Guardia Nazionale francese. Oggi la torre è avvolta dal bosco e frequentata dai cinghiali, e camminare tra le feritoie della fucileria regala un tuffo autentico nella storia militare genovese.