Cattedrale di Santa Maria Assunta: il Duomo neoclassico di Novara

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto di Novara, un capolavoro neoclassico progettato da Alessandro Antonelli. All’interno si nasconde un tesoro: il mosaico pavimentale romanico del presbiterio (1130-1140) raffigurante Adamo ed Eva e i quattro fiumi del Paradiso. Da non perdere la Cappella di San Siro con i suoi affreschi romanici del XII secolo e l’adiacente Battistero paleocristiano, il più antico monumento della città.

Mosaico pavimentale romanico con scene bibliche
Cappella di San Siro e Cristo Pantocratore
Battistero paleocristiano a pianta ottagonale
Sposalizio mistico di Santa Caterina di Gaudenzio Ferrari


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Copertina itinerario Cattedrale di Santa Maria Assunta: il Duomo neoclassico di Novara
Il Duomo di Novara, progettato da Alessandro Antonelli, conserva il mosaico romanico del presbiterio, la Cappella di San Siro con affreschi del XII secolo e il Battistero paleocristiano. Un viaggio tra storia, arte e fede nel cuore della città.

Cose da sapere


Un primo sguardo al Duomo di Novara

Arrivando in Piazza della Repubblica, il Duomo di Novara ti colpisce subito per il suo pronao maestoso, con quattro colonne corinzie che sembrano uscite da un tempio greco. Eppure, questa è solo la facciata neoclassica firmata da Alessandro Antonelli, l’architetto della vicina cupola di San Gaudenzio. Entrando, l’interno a tre navate ti avvolge con le sue alte colonne giallo-ocra e la volta a botte. Ma la vera sorpresa è scoprire che sotto questa veste ottocentesca si nascondono tesori antichissimi: un mosaico pavimentale romanico del XII secolo, affreschi medievali e persino un battistero paleocristiano. È un viaggio nel tempo, tutto in un unico luogo.

Cenni storici

La storia del Duomo parte da lontano: tra il 350 e il 400 d.C., il primo vescovo San Gaudenzio edificò una basilica su un tempio pagano di Giove. Quella chiesa venne sostituita da una romanica, consacrata da papa Innocenzo II il 17 aprile 1132. Nei secoli aggiunte e restauri la trasformarono in barocco, finché a metà dell’Ottocento Antonelli progettò l’attuale aspetto neoclassico, completato nel 1869. Della struttura medievale restano il campanile, la cappella di San Siro e il prezioso mosaico del presbiterio. Un restauro durato 12 anni si è concluso nel 2009, mentre nel 2021 è stata installata una nuova illuminazione a LED firmata da Andrea Carson.

Il mosaico romanico del presbiterio

Salendo i gradini del presbiterio, ti trovi davanti a un tappeto di pietra che racconta storie millenarie. È il mosaico pavimentale romanico, realizzato tra il 1130 e il 1140, tagliato all’altezza della scalinata quando fu costruito il coro neoclassico. Diviso in tre registri, il pannello centrale mostra Adamo ed Eva ai lati dell’albero della conoscenza, mentre i quattro fiumi del Paradiso Terrestre scorrono agli angoli. I simboli degli Evangelisti e motivi geometrici completano la decorazione. È un capolavoro di arte medievale, sopravvissuto a secoli di trasformazioni. Restaurato nell’Ottocento, conserva intatta la sua forza espressiva.

La Cappella di San Siro e gli affreschi

Scendendo nella sagrestia inferiore, si accede a un gioiello nascosto: la Cappella di San Siro. Ricavata da vani dell’antico Palazzo Arcivescovile dell’XI secolo, è una piccola navata con cupola ribassata. Le pareti sono coperte di affreschi romanici commissionati dal vescovo Bonifacio (1172-1194), emersi solo nel 1930. Le scene raccontano le Storie di san Siro, con una Crocifissione del XIII-XIV secolo, e sulla volta domina un Cristo Pantocratore circondato da angeli. È un luogo intimo, lontano dal rumore della piazza, dove la pittura medievale ti parla direttamente. Un restauro negli anni ’70 ne ha preservato i colori.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi: 1. Il mosaico romanico: raro esempio di pavimentazione medievale, con scene bibliche uniche. 2. L’architettura neoclassica di Antonelli: il pronao e l’altare maggiore (1832-1836) in marmo policromo sono considerati tra le migliori opere del suo periodo. 3. Il Battistero paleocristiano: a pochi passi dalla cattedrale, è il monumento più antico di Novara (IV-V secolo), con affreschi apocalittici e pianta ottagonale. Inoltre, l’ingresso è gratuito e la cattedrale è centrale e ben collegata.

Quando andare

Se vuoi evitare la folla, ti consiglio un pomeriggio infrasettimanale, verso le 16: la luce che filtra dal rosone illumina l’interno in modo suggestivo. Durante le celebrazioni liturgiche, soprattutto la Messa domenicale delle 11, l’atmosfera è più solenne ma anche più viva. Per chi ama l’arte, il periodo migliore è la primavera, quando la città è meno caotica e il clima permette di visitare comodamente anche il Battistero e il chiostro. D’inverno, invece, il freddo rende più intenso il calore delle navate illuminate.

Nei dintorni

A due passi dal Duomo, non perdere la Basilica di San Gaudenzio con la sua cupola antonelliana, simbolo di Novara. Il Broletto, complesso medievale oggi sede di mostre e del Museo Civico, è a pochi minuti a piedi. Se hai tempo, visita anche il Castello di Novara, con il suo parco e le mura storiche. Per una pausa golosa, il centro offre caffè storici e pasticcerie con i famosi biscotti novaresi.

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💡 Forse non sapevi che…

Una curiosità: il busto reliquiario di San Bernardo da Mentone, conservato nella cappella di San Gaetano, è considerato una riproduzione fedele del volto del santo ed è oggetto di venerazione il 15 giugno, quando i fedeli lo toccano per ottenere protezione. Inoltre, il mosaico pavimentale fu tagliato durante la costruzione della scalinata ottocentesca, ma i restauri hanno recuperato la visione completa di Adamo ed Eva. Un altro dettaglio: il lighting designer Andrea Carson ha realizzato un impianto a LED che riduce i consumi del 75%, rendendo la cattedrale un esempio di efficienza energetica.