Arroccato a 232 metri sul livello del mare, il Forte della Madonna degli Angeli domina il Golfo di Savona. Costruito dai Savoia nel 1881, questa fortezza faceva parte del sistema difensivo costiero insieme a Forte Madonna del Monte e Forte Ciuto. Oggi è una meta imperdibile per gli appassionati di storia, trekking e memoria partigiana, raggiungibile a piedi lungo l’Anello dei Forti. Posizione panoramica: dalla sommità si gode una vista mozzafiato sulla città e sul mare. Percorso escursionistico: l’Anello dei Forti è un itinerario di 18 km con dislivello di 487 m, adatto a escursionisti esperti. Memoria storica: nel cortile una lapide ricorda i sette partigiani fucilati il 27 dicembre 1943 (il “Natale di sangue”). Architettura militare: su due piani, con postazioni per obici e cannoni, stazioni telemetriche e tracce della copertura in cemento armato.
Introduzione
Arroccato a 232 metri sul livello del mare, il Forte della Madonna degli Angeli domina Savona e il suo golfo con una vista che toglie il fiato. È un luogo che intreccia storia militare, natura rigogliosa e una memoria partigiana ancora viva. Raggiungibile a piedi lungo l’Anello dei Forti, questo forte ottocentesco regala un’atmosfera unica, sospesa tra l’imponenza della pietra e il silenzio della macchia mediterranea. Non è solo una fortezza: è un punto di osservazione privilegiato, un pezzo di storia da scoprire e un monumento alla resistenza. Preparatevi a camminare, a guardare il mare da lassù e a lasciarvi raccontare quello che è successo tra queste mura.
Cenni storici
Costruito dai Savoia intorno al 1881, il forte faceva parte del sistema difensivo costiero di Savona-Vado Ligure, insieme ai forti Madonna del Monte e Ciuto. Classificato come batteria, ospitava inizialmente obici da 280 mm, poi cannoni. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu presidio della Wehrmacht e batteria contraerea con Flak 88. Ma il suo episodio più drammatico è l’eccidio del 27 dicembre 1943, quando sette antifascisti furono fucilati per rappresaglia. Oggi una lapide nel cortile ne conserva la memoria. La funzione militare cessò nel 1947 e da allora il forte è in stato di abbandono, ma visitabile con prudenza. Ecco i momenti chiave:
- 1596: prima menzione della Chiesa della Madonna degli Angeli
- 1881: costruzione del forte
- 1943: eccidio del 27 dicembre (7 vittime)
- 1947: fine della funzione strategica
- 2010: inserito in elenco beni demaniali da cedere
Architettura e posizione
Il forte si sviluppa su due piani: il primo ospitava stalle e magazzini, il secondo le postazioni per obici e stazioni telemetriche, ancora visibili. Davanti all’ingresso c’era un ponte levatoio su un fossato oggi quasi scomparso. Le modifiche successive includono una copertura in cemento armato per adattarsi ai colpi dell’artiglieria moderna. All’esterno, verso nord-ovest, si trovano i ruderi delle casermette per i soldati. La posizione, a mezza costa tra la città e la chiesetta omonima, è strategica: da qui si controllava tutto il golfo. L’edificio, sebbene in parte nascosto dalla vegetazione, emana ancora un’aria di potenza e di abbandono che affascina.
Memoria e resistenza
Nel cortile interno una lapide e i segni dei proiettili sul muro raccontano la pagina più triste della storia del forte. Qui il 27 dicembre 1943, dopo un attentato partigiano, furono fucilati alle spalle sette antifascisti: avvocati, operai, contadini, soldati. Tra loro Cristoforo Astengo, avvocato di 56 anni, e il giovanissimo Aniello Savarese, soldato di 21 anni. La rappresaglia fu una delle prime in Liguria e scatenò scioperi e proteste. Oggi quel cortile è un luogo di silenzio e rispetto, dove ogni anno si tengono commemorazioni. Fermarsi un attimo a leggere i nomi è un gesto semplice ma necessario.
Perché visitarlo
Tre buoni motivi: innanzitutto il panorama: da lassù il Golfo di Savona è tutto tuo, specialmente al tramonto. Secondo, il percorso escursionistico dell’Anello dei Forti è un’immersione nella natura tra macchia mediterranea e vecchie fortificazioni. Terzo, è un luogo di memoria autentico, non musealizzato: puoi toccare con mano i segni della storia, dai fori di proiettile alle targhe. Non è un’attrazione turistica pacchettizzata, ma un pezzo di storia vera che merita rispetto e curiosità. È l’ideale per chi ama camminare e vuole capire il passato di questa costa.
Quando andare
Il momento più suggestivo è il tramonto, quando il sole cala dietro il mare e il forte si tinge di arancione. L’atmosfera diventa quasi malinconica, perfetta per riflettere sulla storia del luogo. Se non ami il caldo, scegli primavera o autunno: il sentiero è più fresco e la vegetazione è rigogliosa. D’estate, meglio la mattina presto per evitare la calura. In inverno, con il cielo limpido, la vista arriva fino a Capo Noli. Qualunque stagione scelga, portati dell’acqua e un pizzico di silenzio per ascoltare il vento tra le mura.
Nei dintorni
Due tappe imperdibili: a due passi dal forte trovi la Chiesa della Madonna degli Angeli, piccola e spoglia, costruita nel 1596 e ricostruita nel 1930. È un punto di sosta tranquillo prima della salita. Sempre sullo stesso anello, puoi proseguire verso il Forte della Madonna del Monte, gemello del nostro, che offre un’altra prospettiva sulla costa. Se invece preferisci il mare, scendi a Savona e passeggia sul lungomare o visita il centro storico con la sua cattedrale. Il forte è un ottimo punto di partenza per una giornata tra storia e natura.