Colosso San Carlo Borromeo: Statua di rame alta 23,5 metri con vista sul Lago Maggiore

Il Colosso di San Carlo Borromeo ad Arona, alto 23,5 metri, è una delle statue più imponenti d’Italia realizzata in rame martellato nel XVII secolo. La particolarità unica è la possibilità di entrare all’interno e salire fino alla testa attraverso scale a chiocciola.

  • Statua di rame alta 23,5 metri costruita nel XVII secolo
  • Accesso interno con salita fino alla testa per vista panoramica
  • Panorami sul Lago Maggiore, Isole Borromee e montagne circostanti
  • Ubicata nel Sacromonte di Arona con parco alberato e sentieri

Copertina itinerario Colosso San Carlo Borromeo: Statua di rame alta 23,5 metri con vista sul Lago Maggiore
Entra nella statua del Sancarlone ad Arona e sali fino alla testa per panorami sul Lago Maggiore e le Isole Borromee. Statua seicentesca visitabile all’interno con struttura in rame martellato.

Cose da sapere


Un gigante che domina il lago

Arrivando ad Arona, è impossibile non notarlo: il Colosso di San Carlo Borromeo si staglia contro il cielo, alto 35 metri, dominando il panorama del Lago Maggiore. Conosciuto localmente come ‘il Sancarlone’, questa statua di rame e bronzo non è solo un monumento, ma un punto di riferimento visivo che si scorge da chilometri di distanza. Costruita nel XVII secolo su progetto di Giovan Battista Crespi, rappresenta San Carlo in atteggiamento benedicente, con un libro nella mano sinistra. Ciò che colpisce è la sua scala: si può entrare all’interno e salire fino alla testa, da cui si gode una vista mozzafiato sul lago e sulle montagne circostanti. Per i pellegrini, è un simbolo di fede; per i viaggiatori, un’icona indimenticabile del territorio novarese.

Storia e devozione

La statua fu voluta dal cugino di San Carlo, il cardinale Federico Borromeo, per onorare la memoria del santo, nativo di Arona. I lavori iniziarono nel 1614 e terminarono nel 1698, con la guida di artisti come Siro Zanella e Bernardo Falconi. Realizzata con lastre di rame martellato su un’armatura di ferro, fu una delle prime statue cave visitabili in Europa. San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, è celebre per la sua opera durante la peste e la Controriforma; il Colosso divenne subito meta di pellegrinaggi, attirando fedeli da tutta la Lombardia e Piemonte. Oggi, è un monumento unico nel suo genere in Italia, esempio di ingegneria seicentesca e devozione popolare.

  • 1614: Inizio della costruzione per volere di Federico Borromeo
  • 1698: Completamento della statua dopo decenni di lavoro
  • Secoli successivi: Diventa simbolo religioso e turistico del Lago Maggiore

Salire dentro il gigante

Una delle esperienze più particolari è entrare nel Colosso e percorrere la scala a chiocciola che porta fino alla testa. La salita, attraverso stretti passaggi, permette di osservare da vicino la struttura interna in ferro e le giunture delle lastre di rame. Una volta in cima, si aprono finestre negli occhi e nelle orecchie della statua, regalando panorami unici sul Lago Maggiore, le Isole Borromee e l’arco alpino. È un’occasione rara per vedere un’opera d’arte ‘dall’interno’ e capire la maestria degli artigiani del Seicento. Attenzione: la scalinata è ripida e sconsigliata a chi soffre di claustrofobia, ma per gli altri è un’avventura che vale la pena.

Il parco e il contesto

Il Colosso non è isolato: sorge all’interno del Sacromonte di Arona, un’area collinare con un parco alberato e sentieri che invitano alla passeggiata. Qui si trovano anche i resti della chiesa dedicata a San Carlo, distrutta in epoca napoleonica, e una cappella laterale. Il contesto naturale rende la visita piacevole in ogni stagione, con ombra d’estate e colori vivaci in autunno. Per chi ama la fotografia, i punti migliori per immortalare la statua sono dal lungolago o dalle barche in partenza per le Isole Borromee. Il binomio tra arte e natura è perfetto per una gita rigenerante.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti per non perdere il Colosso: primo, è una statua unica in Italia per dimensioni e accessibilità interna, offrendo un’esperienza interattiva rara. Secondo, la vista dalla testa è tra le più belle sul Lago Maggiore, con scorci sulle Isole Borromee e le Prealpi. Terzo, unisce storia, arte e spiritualità in un solo luogo, adatto a curiosi, appassionati di architettura e pellegrini. In più, il biglietto d’ingresso è accessibile, e la vicinanza al centro di Arona permette di abbinare la visita a un giro nel borgo.

Quando andare

Il momento più suggestivo è al tramonto, quando la luce dorata illumina la statua e il lago, creando atmosfere magiche. In primavera e autunno, le giornate limpide regalano visibilità ottimale sulle montagne, mentre d’estate la brezza del lago rende la salita più piacevole. Evita le ore centrali estive se temi il caldo, ma in generale è un luogo che funziona bene in qualsiasi stagione, purché il cielo sia sereno.

Nei dintorni

Completa la giornata con una visita al centro storico di Arona, con i suoi vicoli, la Collegiata e i locali tipici. Poco distante, imbarcati per le Isole Borromee, come Isola Bella con il suo palazzo barocco e i giardini, raggiungibili con un breve tragitto in battello dal molo di Arona.

💡 Forse non sapevi che…

La statua fu progettata da Giovan Battista Crespi detto il Cerano, ma la realizzazione fu completata da Bernardo Falconi e Siro Zanella dopo la sua morte. Un dettaglio poco noto: la struttura interna in ferro e muratura fu così ben concepita che ha resistito intatta per oltre 300 anni, sopravvivendo a temporali e intemperie. La tradizione locale racconta che i pescatori del lago consideravano il Sancarlone un punto di riferimento sicuro durante le tempeste.