Forte Begato: la caserma sabauda che domina Genova

Forte Begato è la più imponente caserma fortificata del sistema sabaudo di Genova: pianta quadrangolare, quattro bastioni e un ponte in muratura al posto del ponte levatoio. Si esplora soprattutto dall’esterno, tra spalti, fossati e panorami sulla Valpolcevera e sul porto, con accesso a piedi dal Righi o da San Quirico. Gli interni non sono regolarmente aperti, ma eventi e visite guidate li rendono accessibili in occasioni speciali.
– Architettura militare: caserma su più piani, cortile centrale e bastioni angolari.
– Panorami aperti: vista sulla Valpolcevera, sul porto e sui forti vicini.
– Parco delle Mura: sentieri CAI e itinerari nel sistema dei forti genovesi.
– Storia vissuta: prigione nella Grande Guerra, batteria contraerea e restauri recenti.

Copertina itinerario Forte Begato: la caserma sabauda che domina Genova
Forte Begato a Genova: caserma sabauda a pianta quadrata con quattro bastioni, ponte d’accesso e viste su Valpolcevera e porto. Si raggiunge dal Righi; interni aperti solo in occasioni speciali.

Cose da sapere


Forte Begato: la caserma sabauda che domina Genova

Forte Begato non è il solito castello da cartolina: è una grande caserma fortificata sabauda, piantata su un crinale sopra Genova. La pianta è quadrata, con quattro bastioni agli angoli, e l’insieme si legge già da lontano. Da quassù lo sguardo corre da una parte sulla Valpolcevera, dall’altra sul porto e sulla Lanterna. L’accesso avviene da un ponte in muratura che ha preso il posto dell’antico ponte levatoio, davanti a un portale in pietra di Finale. Dentro, il cortile centrale e i volumi della caserma raccontano una macchina militare più che un palazzo. Gli interni non sono sempre aperti: spesso si visitano solo in occasioni speciali. Anche per questo, arrivarci fuori dagli eventi ha un sapore un po’ più avventuroso. Il contesto è quello del Parco delle Mura, tra prati, sentieri e altre fortificazioni.

Cenni storici

Il pianoro del “Piano delle Fosse” era strategico già in epoca medievale e durante l’assedio francese del 1507. Nel 1625 si approntarono opere campali; l’anno dopo la Repubblica di Genova avviò le Mura Nuove, includendo tre bastioni. Dopo l’annessione al Regno di Sardegna, nel 1815 il Genio sabaudo progettò la caserma quadrangolare: i lavori partirono nel 1818 e finirono intorno al 1830. Nei primi anni Trenta arrivò il recinto esterno, con fossato e ponte levatoio. Durante la Prima guerra mondiale il forte fu campo di prigionia per austro-ungarici; nella Seconda ospitò una batteria contraerea e nel 1941 un bombardamento inglese distrusse un bastione. Nel dopoguerra fu abbandonato e poi usato come deposito. Restauri tra 1993 e 2004, aperture periodiche dal 2014 e oggi un progetto di riqualificazione.

  • 1626: Mura Nuove
  • 1818-1830: caserma sabauda
  • 1832-1836: recinto esterno
  • 1941: bastione distrutto
  • 1993-2004: restauri

Una macchina militare a tre livelli

La caserma è il cuore del complesso: pianta quadrangolare, quattro bastioni angolari e un cortile centrale su cui affacciano gli alloggi. La struttura si sviluppa su tre livelli: i due inferiori in casamatta, cioè ambienti chiusi e protetti, e il superiore all’aperto con piazzole per l’artiglieria. La terrazza era protetta da una copertura a falde in ardesia, ripristinata nei restauri. All’esterno si apre una grande piazza d’armi con spalti, fossati e terrapieni. Molto belli, anche se spesso chiusi, sono i vani voltati a botte tra i bastioni e le scale monumentali che collegano i piani. Negli angoli spiccano grandi croci di arconi in mattoni con lunette, una soluzione che permette i collegamenti verticali e ricorda la Torre della Specola. La guarnigione ordinaria era di circa 340 uomini, ma in emergenza poteva superare gli 800. Non aspettatevi sale vuote e museali: qui conta la massa muraria.

Il belvedere sui due mondi

Il punto è tutto qui: Forte Begato sta su un altopiano della dorsale che separa la Valpolcevera dal centro di Genova. A ovest si apre la valle, a sud si riconosce il porto con la Lanterna, a est si allineano gli altri forti del crinale, come Sperone e Castellaccio. Nelle giornate limpide lo sguardo arriva al Monte Beigua, al Monte Antola e alle Alpi Marittime. Il nome viene dalla località di Begato, sotto il forte, nel quartiere di Rivarolo. Si arriva dal Righi per Via del Peralto, oppure a piedi lungo i sentieri delle antiche Mura; un altro accesso storico è dalla Valpolcevera, da San Quirico. Non è un luogo “finito”: ci sono prati, mure, qualche costruzione recente fuori dal perimetro e un forte senso di confine tra città e montagna. Per me il momento migliore è quando il vento pulisce l’aria.

Perché visitarlo

Primo motivo: è uno dei pezzi più leggibili del sistema dei Forti di Genova, con una caserma sabauda ancora riconoscibile nella sua pianta quadrata e nei quattro bastioni. Secondo: il panorama è davvero ampio, e unisce porto, valle e crinale in un colpo d’occhio. Terzo: l’area è frequentata da escursionisti e appassionati di mountain bike, soprattutto grazie ai percorsi del Parco delle Mura e al Bike Hub inaugurato nei dintorni. Non serve un biglietto per godersi l’esterno: si cammina tra prati, spalti e muri possenti. Gli interni, però, non sono regolarmente visitabili; bisogna tenere d’occhio aperture straordinarie, Giornate FAI, Rolli Days o eventi come OctoberFort. In quelle occasioni il forte cambia faccia e diventa palcoscenico.

Quando andare

Non sceglierei un’ora qualsiasi. Meglio una giornata tersa, magari dopo una pioggia che ha lavato l’aria: da lassù il porto e la Valpolcevera si leggono molto meglio. La mattina è più tranquilla e la luce è distesa; il tardo pomeriggio, invece, allunga le ombre sui bastioni e rende le murature più calde. In estate conviene partire presto, perché il crinale è esposto e il sole picchia. In inverno, se il cielo è limpido, il contrasto tra i prati e l’azzurro è netto. Eviterei le giornate di foschia: il panorama è il motivo principale della salita. Se ci sono eventi serali, l’illuminazione scenografica del forte aggiunge un altro livello, ma l’accesso va sempre verificato.

Nei dintorni

Il forte è già dentro il Parco delle Mura, il sistema di 19 km di cinta muraria che abbraccia Genova. Da qui si può proseguire verso Forte Sperone, altro caposaldo del crinale, oppure prendere il sentiero che porta verso Forte Diamante passando per Forte Puin. Sono camminate panoramiche, tra bosco e creste, con punti in cui la città sembra lontanissima. Un’altra idea è il Muce – Museo di Certosa, collegato al forte da un progetto di realtà aumentata: non è “dietro l’angolo”, ma dialoga bene con questo tipo di visita. Se cercate qualcosa di meno militare, i prati intorno al forte sono già una sosta: ci si siede, si guarda il porto e si lascia passare il tempo.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Un dettaglio che colpisce: durante la Prima Guerra Mondiale a Forte Begato furono rinchiusi prigionieri austro-ungarici, impiegati nel rimboschimento del monte Peralto. Nel 1941 un bombardamento inglese distrusse uno dei quattro bastioni, mentre dopo l’8 settembre 1943 il forte passò alle truppe tedesche. Oggi il progetto della funivia dalla Stazione Marittima punta a collegare la città al Parco delle Mura in circa 8 minuti, restituendo a questo gigante sabaudo un ruolo da hub turistico.