Forte Puin è la casa-forte ottocentesca che domina il crinale tra Val Bisagno e Val Polcevera, primo baluardo fuori le mura dopo Forte Sperone. Riaperto nel 2025 dopo un restauro da 720.000 euro, si visita la domenica con ingresso gratuito e offre una terrazza a 360 gradi su Genova e sul Parco delle Mura. Da Righi si raggiunge a piedi con sentieri escursionistici, tra mura, bastioni e panorami sul mare. • Torre quadrata e recinto bastionato del 1815-1830 • Terrazza panoramica su Genova, Forte Diamante e Fratello Minore • Visite guidate e rievocazioni storiche curate da Outdoor Experience • Sentieri del Parco delle Mura per trekking e passeggiate
Forte Puin: storia e trekking nel Parco delle Mura
Forte Puin è una casa-forte a torre con recinto bastionato, appoggiata sul crinale tra Val Bisagno e Val Polcevera, a 500 metri d’altitudine. Arrivando da Righi, dopo Forte Sperone, è il primo forte fuori le Mura che si incontra: non è enorme, ma ha un profilo massiccio che si nota subito. La torre quadrata, i baluardi pentagonali e il terrapieno raccontano una storia militare precisa, mentre intorno il paesaggio ricorda quasi una brughiera. A me ha colpito la terrazza: da lì lo sguardo corre su Genova, sul mar Ligure e sulle valli interne, con Forte Diamante e Forte Fratello Minore sullo sfondo. Oggi il forte è aperto tutte le domeniche dalle 10 al tramonto, con ingresso gratuito, visite guidate e aperture straordinarie per gruppi e scuole su appuntamento. È gestito da APS Outdoor Experience Genova.
Cenni storici
Le origini stanno nelle opere campali del 1747, durante la Guerra di successione austriaca. Nel 1806 il Genio napoleonico progettò fortificazioni in muratura sul Puin e sui Due Fratelli. Dal 1815 il Genio sabaudo realizzò tre case-forti a torre: Forte Puin, Fratello Minore e Fratello Maggiore. La torre centrale fu avviata nel 1815; il recinto bastionato dal 1818, con ingresso a sud protetto da fossato e ponte levatoio. Completato nel 1830, serviva a colmare il vuoto tra Forte Sperone e Forte Diamante. A metà Ottocento la guarnigione fissa era di 28 soldati, con altri 45 possibili; l’armamento comprendeva cannoni campali da 8 cm, obici, petrieri e cannoncini. Fu radiato nel 1908. Negli anni Sessanta l’architetto Fausto Parodi lo restaurò e vi abitò fino agli anni Ottanta. Dopo il restauro da 720.000 euro ha riaperto il 24 ottobre 2025.
- 1747: prime opere campali.
- 1806: progetto napoleonico.
- 1815-1830: costruzione sabauda.
- 1908: radiazione militare.
- 2025: riapertura.
La torre, i bastioni e la cisterna
La struttura è compatta e facile da leggere: una torre centrale a due piani, coperta da volte a botte, dentro un recinto rettangolare con bastioni. Due baluardi pentagonali fiancheggiano l’ingresso, tre si aprono sul lato nord. Il terrapieno è sopraelevato e due rampe in mattoni lo collegano alla piazza d’armi. Al piano terra ci sono due locali con cucinino; una scala di servizio scende ai tre piccoli magazzini sotterranei e sale al secondo piano. L’accesso originario era protetto da un ponte levatoio sul fossato. La terrazza è leggermente inclinata per far scolare l’acqua verso un canale che alimentava la cisterna; le caditoie hanno grate. Il restauro degli anni Sessanta ha aggiunto tramezze, servizi igienici e nuove inferriate. Il complesso misura 1.106 mq e si trova a 500 metri. Il recente intervento ha recuperato il cotto, consolidato volte e parapetti.
Terrazza panoramica e sentieri del Parco delle Mura
La parte che mi è rimasta più impressa è la salita alla copertura: una scala ripida porta a una terrazza con parapetto in mattoni, da cui si apre una vista a 360 gradi. Si vedono Genova, il mar Ligure, le valli interne, Forte Diamante e Forte Fratello Minore. Il forte è inserito nel Parco delle Mura ed è raggiungibile da Righi tramite sentieri panoramici; è anche il primo forte fuori le Mura dopo Forte Sperone. Qui passano escursionisti, gruppi scolastici e appassionati di storia militare. L’ambiente intorno ha qualcosa di simile alla brughiera scozzese, con tratti aperti e rocce affioranti. Il Comune usa il forte come osservatorio antincendio, e la struttura funziona da rifugio e punto di sosta. I sentieri citati nelle fonti hanno segnavia Rombo Rosso, Anello Rosso, X Rossa e difficoltà escursionistica E; alcuni tratti non sono segnalati. Meglio scarpe comode e acqua.
Perché visitare Forte Puin
Se cercate un motivo pratico, il primo è che l’ingresso è gratuito e l’apertura domenicale dalle 10 al tramonto rende semplice inserirlo in una gita a Righi. Il secondo: è uno dei forti meglio conservati del sistema ottocentesco genovese, con torre, bastioni, fossato e ponte levatoio leggibili senza fatica. Il terzo è la terrazza panoramica, davvero generosa, che da sola ripaga la camminata. In più, l’associazione APS Outdoor Experience Genova organizza visite guidate, rievocazioni, trekking someggiati, escursioni notturne con osservazione astronomica e attività per famiglie. Non è un museo polveroso: è un luogo vivo, usato da escursionisti e scuole. Le aperture straordinarie per gruppi e scuole sono il mercoledì e il venerdì su appuntamento. Secondo me vale la pena anche solo per capire come Genova si difendeva dal crinale.
Quando andare
La terrazza dà il meglio quando l’aria è limpida: dopo una perturbazione, con il cielo pulito, il mare e le valli si leggono meglio. Eviterei le ore centrali di una giornata calda, perché il terrapieno e i camminamenti non offrono molta ombra. Preferisco il tardo pomeriggio, quando la luce radente mette in risalto i mattoni e il panorama si scalda. Anche una mattina presto può essere bella, ma bisogna tenere conto delle aperture domenicali. Se il forte è chiuso, l’esterno e i sentieri restano comunque visitabili tutto l’anno. Controllate il meteo: con nebbia o pioggia il crinale perde gran parte del suo fascino, e i sentieri diventano scivolosi. In una giornata ventosa, invece, il cielo spesso si apre e la vista è più netta.
Nei dintorni
Da Forte Puin si può proseguire lungo la dorsale del Parco delle Mura e raggiungere Forte Sperone, che un tempo segnava il limite nord della cinta muraria, oppure puntare verso Forte Diamante. Sono luoghi reali, collegati dai sentieri della Strada dei Forti, e insieme aiutano a capire il sistema difensivo genovese. Un’altra idea è fermarsi a Righi, punto di partenza della funicolare Zecca-Righi e accesso naturale a questi percorsi. La zona è frequentata da escursionisti, famiglie e gruppi scolastici; non aspettatevi un borgo con servizi ovunque. Portate acqua e scarpe adatte. Se avete tempo, l’Ostaja de Baracche è citata dalle fonti come riferimento vicino al toponimo Puin: utile per chi vuole chiudere la camminata con qualcosa di concreto.