Cunicoli di Claudio: l’emissario romano ad Avezzano

Ad Avezzano i Cunicoli di Claudio sono la più grande opera idraulica dell’antica Roma: un emissario voluto da Claudio tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare il lago Fucino. Oggi si visitano con tour guidati gratuiti il Cunicolo del Ferraro, circa 200 metri ancora intatti, e l’ingresso a tre archi del Cunicolo Maggiore. L’area fa parte del Parco archeologico dei Cunicoli di Claudio, comprende la Grotta di Ciccio Felice e richiede prenotazione obbligatoria.
• Apertura solo il sabato, ore 09:00-11:00, partenze alle 9:15 e 11:15.
• Prenotazione obbligatoria al 0863/455734, dal lunedì al venerdì, ore 9:00-13:00.
• Visite guidate gratuite della Soprintendenza, gruppi max 15 persone.
• Indirizzo: via Alfredo Nobel, 67051 Avezzano (AQ).


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Cunicoli di Claudio: l'emissario romano ad Avezzano
Gallerie romane sotterranee di Avezzano: il Cunicolo del Ferraro, il Cunicolo Maggiore e i 32 pozzi dell’emissario del Fucino, con visite guidate gratuite su prenotazione.

Cose da sapere


Introduzione: un mondo sotto i piedi

Avezzano nasconde sottoterra una delle opere più ambiziose che Roma antica ci abbia lasciato. I Cunicoli di Claudio non sono un monumento da cartolina: sono gallerie, pozzi e cunicoli scavati nella roccia per prosciugare il lago Fucino. Entri e capisci subito che sotto i Piani Palentini c’è un mondo. L’ingresso del Cunicolo Maggiore, con i suoi tre archi, ti mette davanti a un’opera monumentale, mentre il Cunicolo del Ferraro, pavimentato e illuminato, ti accompagna dentro una galleria di servizio lunga circa 200 metri che ha mantenuto l’aspetto romano originale. L’impatto è strano, quasi ipnotico: umidità, ombra e la sensazione di camminare dentro l’ingegno di un imperatore. Un luogo da consigliare a chi ama la storia, ma anche a chi cerca qualcosa di diverso dalle solite gite.

Cenni storici: da Claudio a Torlonia

Il progetto nasce da un’idea di Giulio Cesare, ma è l’imperatore Claudio a realizzarlo tra il 41 e il 52 d.C. L’obiettivo era chiaro: prosciugare il lago Fucino, terzo bacino lacustre d’Italia, proteggere i paesi dalle esondazioni e rendere coltivabili i terreni emersi. Per scavare l’emissario servirono circa 25.000-30.000 uomini tra schiavi, muratori e artigiani, con carriole e argani. Nel 52 d.C. l’opera fu inaugurata con una naumachia, una battaglia navale sul lago. L’emissario funzionò fino al VI secolo, poi si ostruì e il Fucino tornò ai livelli originari. Fallirono i tentativi di ripristino di Federico II e Alfonso I d’Aragona. Nel XIX secolo Alessandro Torlonia scavò un nuovo canale di oltre 6 km e nel 1878 arrivò il prosciugamento definitivo.

  • 41-52 d.C. – Claudio realizza l’emissario
  • 52 d.C. – inaugurazione con la naumachia
  • VI secolo – abbandono della galleria
  • XIX secolo – Torlonia riprende il tracciato claudiano
  • 1878 – prosciugamento definitivo del Fucino
  • 1977 – inaugurazione del parco archeologico

Dentro il ventre del Monte Salviano

Il sistema non è una sola galleria. L’emissario si compone di tre tratti raccordati da angoli ottusi e di 32 pozzi verticali distanti circa 400 metri l’uno dall’altro. La loro profondità varia: dagli 80-120 metri sotto i Piani Palentini a poco più di 20 metri presso le pendici del Monte Salviano. Qui, dove la montagna si alza, i pozzi verticali lasciano il posto a cunicoli inclinati che formano gallerie sovrapposte. Sul versante orientale ci sono il Cunicolo Maggiore, il Cunicolo del Ferraro e il Cunicolo Imperiale; su quello occidentale i Cunicoli del Calderaro, della Macchina e della Lucerna. Questi ultimi hanno sezione maggiore e presentano incavi per lo smistamento delle carriole usate durante la costruzione. Altri cunicoli più piccoli garantivano la ventilazione. Camminare qui dentro significa attraversare un cantiere romano rimasto intatto.

Ingegneria da record: pozzi, pendenze e materiali

Quello che colpisce è la precisione. Il pavimento della galleria principale era rialzato al centro di circa 30 cm, così le acque residue defluivano lateralmente e la manutenzione era più semplice. Le pareti sono verticali con copertura a botte, e nelle zone argillose la sezione veniva ridotta per contrastare la pressione laterale. I rivestimenti alternano opus latericium, reticulatum e mixtum. Dopo un primo abbassamento di 4,5 metri, l’emissario fu approfondito fino a una capacità di quasi 600.000 metri cubi d’acqua al giorno. L’emissario complessivo supera i 6 km, con portata media di 9,09 m³/s. L’incile del Fucino, struttura in stile neoclassico, regolava il deflusso. Numeri che, visti dal basso di un pozzo, fanno un certo effetto.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti. Primo: è gratuito e guidato dal personale della Soprintendenza, con gruppi limitati a 15 persone, quindi si visita davvero bene. Secondo: pochi luoghi in Abruzzo ti fanno toccare con mano l’ingegneria romana in modo così diretto, tra gallerie, pozzi e incavi per le carriole. Terzo: il sito rientra nel Parco archeologico dei Cunicoli di Claudio, che comprende anche la Grotta di Ciccio Felice, ed è inserito tra I Luoghi del Cuore del FAI. Durante le visite vengono illustrati anche i progetti in corso, finanziati con fondi ministeriali ed europei, per migliorare accessibilità e fruizione. Insomma, storia antica e lavori del presente nello stesso posto.

Quando andare

Non è un sito aperto tutti i giorni: le visite sono concentrate in giornate prestabilite, più le aperture straordinarie legate a iniziative come Archeologia di Primavera. Il momento più suggestivo, secondo me, è la mattina presto, quando la luce filtra dai pozzi e l’aria là sotto è ancora fresca. Nella bella stagione, con la campagna intorno che si risveglia, l’uscita dal cunicolo è ancora più piacevole, mentre nei mesi più caldi il fresco sotterraneo diventa un sollievo. Se soffri l’umidità, evita le giornate di pioggia intensa: là sotto l’acqua c’è sempre stata, ed è parte del fascino.

Nei dintorni

Aggiungi al programma la Grotta di Ciccio Felice, che fa parte dello stesso parco archeologico e si collega bene alla visita dei cunicoli. Poi c’è il Cammino della Pace, un sentiero che permette di esplorare le grotte vicine e di godersi il paesaggio del Monte Salviano. Se ti resta tempo, il centro di Avezzano merita una passeggiata, con il suo legame profondo con la storia del Fucino. Sono luoghi che raccontano la stessa vicenda: acqua, terra e ingegno, dall’antichità fino al prosciugamento ottocentesco di Torlonia.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

L’inaugurazione del 52 d.C. fu celebrata con una naumachia sul lago, uno spettacolo di combattimenti navali. Lo scavo impiegò circa 25.000-30.000 uomini tra schiavi, muratori e artigiani; la galleria restò in funzione fino al VI secolo. Nel XIX secolo Alessandro Torlonia riprese in parte il tracciato claudiano e completò il prosciugamento definitivo del Fucino nel 1878. Oggi il sito è inserito dal FAI tra I Luoghi del Cuore.